Arabia, Saudita, nuovi attacchi Houthi che preparano ‘super missile’ cinese

Dopo i raid nel fine settimana a Ryad in Arabia Saudita — che hanno causato 14 morti e centinaia di feriti — l’aeroporto della capitale resta chiuso, le compagnie straniere stanno posticipando in ogni caso il ritorno verso i Paesi del Golfo: Ita Airways rimanda per ora la ripartenza della tratta per Riad (al 18 novembre) e quella verso Dubai a dodici giorni dopo. Gli Houthi ieri hanno proclamato di aver bersagliato ancora lo scalo.Lo riporta il Corriere della sera che evidenzia come il movimento del greggio — più che quello dei passeggeri — sia l’obiettivo degli Houthi. Di sicuro i Pasdaran sono sul campo in Yemen con consiglieri militari e tecnici. Di sicuro al regime islamico non dispiace che la pressione sui prezzi del petrolio (e quindi su Donald Trump) cresca: l’avanzata degli Houthi verso lo Stretto di Bab el-Mandeb e lo stallo attorno a quello di Hormuz creano un blocco alla navigazione internazionale tra il Mar Rosso e il Golfo Persico. Un rapporto rivelato dal Wall Street Journal – si legge ancora – ricostruisce che i paramilitari sciiti sono riusciti a ottenere da un fornitore cinese le parti per costruire un missile ancora più pericoloso su modello di uno a guida di precisione sviluppato dagli iraniani: con un raggio di quasi 2.000 mila chilometri potrebbe mettere sotto bersaglio tutta l’Arabia Saudita e Israele.