“I costruttori europei di auto non investono su nuovi progetti perché non c’è certezza sul futuro del comparto a causa delle ormai note scelte normative a livello continentale. Situazione che si sta ripercuotendo anche sui fatturati delle imprese: niente investimenti significa niente innovazione, e oggi stiamo rimanendo pericolosamente indietro in tal senso”. Così Paolo Streparava, Presidente di Confindustria Brescia, in un autentico grido di allarme raccolto da Il Sole 24 Ore. Che evidenzia come il territorio lombardo vede nella componentistica legata all’auto una delle proprie filiere più importanti e che si confronta ora con l’impasse del settore. Stretto tra i vincoli normativi green legati al percorso Fit for 55 e la nuova concorrenza cinese, arrivata in termini di import a valore di vetture oltre il 5% del totale, un quasi raddoppio di quota rispetto ai numeri del 2024. Settore robusto, quello lombardo della componentistica, forte di quasi 600 aziende e poco meno di 50mila addetti, con ricavi per oltre 18 miliardi di euro, messi ora in parte a rischio dal nuovo contesto competitivo e regolatorio.