Carburanti, economista Giuricin: In volo meno posti e costi più cari

“Il carburante avio è rincarato molto più del petrolio greggio perché sono stati colpiti alcuni impianti di raffinazione nel Golfo, e questo ha ridotto la disponibilità di cherosene nel mondo. E nei prossimi mesi, in vista dell’estate, c’è da attendersi sugli aerei una situazione paradossale: prezzi dei biglietti molto più cari del periodo pre-guerra, ma al tempo stesso difficoltà a trovare posto, perché le frequenze lungo molte rotte saranno state tagliate”. Lo dice Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell’Istituto Bruno Leoni, in un colloquio con La Stampa. “Nelle settimane della guerra il costo del petrolio è aumentato del 55 o 60%, mentre quello del carburante avio ha fatto +100%, da 800 dollari a tonnellata a 1600, secondo i dati più recenti della Iata (la federazione mondiale delle compagnie aeree). Questo per via dei danni subiti da alcune raffinerie nei Paesi del Golfo”, spiega. E aggiunge: “Agli impianti di raffinazione serviranno riparazioni. Quando la guerra finirà ci sarà un rilassamento del prezzo del cherosene, ma non un crollo”. Giuricin continua sul rischio di cancellazione voli: ” Il rischio c’è, non per carenza di carburante ma per una questione di prezzi. In tempi normali l’acquisto di cherosene corrisponde al 35-40% dei costi di una compagnia aerea. Per adesso i vettori stanno usando il carburante acquistato 3 o 6 o 9 mesi fa, ma se la se la guerra si prolunga, le compagnie dovranno comprare il cherosene al prezzo attuale, e questo farà saltare i loro conti. Dovranno difendersi un po’ aumentando i prezzi dei biglietti e un po’ riducendo le frequenze dei voli, per aumentare il tasso di riempimento degli aerei”. La conseguenza sarà meno posti e ticket più cari: “È così già adesso. L’ho sperimentato: ho pagato un biglietto per l’Estremo Oriente molto più del consueto, e ho pure fatto fatica a trovare il posto”, conclude.