Sugli extraprofitti, “un’iniziale discussione che è avvenuta già nell’Ecofin informale a Dublino settimana scorsa che ha fatto emergere la necessità di approfondire e di riprendere l’argomento nell’Ecofin, questa volta formale, di inizio ottobre a Bruxelles. Io registro a questo punto che altri paesi che inizialmente si erano opposti a questo tipo di iniziativa si stanno in qualche modo accodando, rendendosi conto della situazione eccezionale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al queston time alla Camera. “Io ricordo che già in passato, già nel ’22 e nel ’23, si era intervenuti intervenuti con contributi di natura straordinaria – ha spiegato – Naturalmente questi hanno posto problemi anche di costituzionalità, perché il problema è quello di ricondurli ai criteri di principi con capacità contributiva, ragionevolezza e proporzionalità, quindi evitando effetti distorsivi e garantendo adeguati livelli di certezza del diritto”. Ma “consapevoli della situazione e per evitare questo tipo di incertezze, ci siamo mossi, anche in questo caso per primi, a chiedere a livello europeo, insieme ad altri 5 paesi, una valutazione concertata in quella sede per dare un quadro giuridico di possibile intervento di tassazione di questo tipo di profitti da parte delle società energetiche e petrolifere”.