Ad aprile 2026 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in crescita dell’1,3% nel confronto con lo stesso mese del 2025. Il dato è sintesi di un aumento sia della spesa per i beni (1,3%) sia di quella per i servizi. Dopo gli ottimi risultati rilevati a marzo (la disponibilità di nuove informazioni ha portato il dato tendenziale al 3,5%, in deciso miglioramento rispetto alle prime stime), anche per un anticipo di alcuni consumi legati alla Pasqua, la domanda delle famiglie si conferma in recupero nonostante i segnali di deterioramento della fiducia e la ripresa dell’inflazione. Anche ad aprile la tendenza al miglioramento appare sostanzialmente diffusa tra le diverse funzioni di consumo che compongono l’indicatore. La ripresa dell’inflazione ed il contemporaneo deterioramento della fiducia delle famiglie, seppure al momento non sembrano aver prodotto effetti significativi sui consumi, rischiano di provocare nei prossimi mesi una brusca inversione nei comportamenti delle famiglie. Una repentina risoluzione del conflitto in Medio Oriente ridurrebbe gli effetti negativi che al momento, seppure non evidenti, già si sono determinati.