“A Slough già l’anno scorso c’erano persone che avevano problemi a fare la doccia perché ogni tanto mancava l’acqua”. Nel sobborgo alle porte di Londra sta nascendo il più grande parco di data center in Europa. E, come riporta Repubblica, gli effetti si fanno sentire. Ne sa qualcosa Andrea Marinoni, ricercatore italiano con un incarico di professore associato a Cambridge e primo autore di uno studio dal titolo “Quantificare l’impatto dei data center per l’Intelligenza artificiale in un mondo che si riscalda”. Che i capannoni pieni di supercomputer siano luoghi energivori è noto. Meno nota è la loro grande sete. “Le stime fatte nei primi anni di questo decennio prevedevano un consumo di acqua pari al fabbisogno di 10mila persone per ogni megawatt elettrico consumato dai data center”, spiega Marinoni.