Dazi, Trump impone nuove tariffe tra 10 e 12,5% a oltre 60 paesi: c’è anche Ue

Sono arrivati i nuovi dazi americani. Il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha annunciato l’introduzione di nuove tariffe sulle importazioni provenienti da 60 paesi, con aliquote che vanno dal 10% al 12,5%, in sostituzione di quelle scadute venerdì. I paesi presi di mira, tra cui alcuni dell’Unione Europea (UE), sono accusati di “non aver istituito e applicato efficacemente un divieto di importazione di merci prodotte con il lavoro forzato”. Si tratta, in realtà, di una continuazione della guerra commerciale di Donald Trump, seppur con mezzi diversi. Dopo un’“indagine” condotta in tutta fretta e le conseguenti udienze pubbliche a carico degli indagati, il cui esito era già predeterminato, l’amministrazione statunitense ha deciso di congratularsi con se stessa. “Gli Stati Uniti sono l’unico Paese al mondo ad aver adottato, e ad applicare effettivamente, un divieto di importazione di prodotti fabbricati con il lavoro forzato”, ha spiegato il rappresentante commerciale in una dichiarazione.

I 60 Paesi incriminati, che rappresentano il 99% degli scambi commerciali con gli Stati Uniti, sono stati suddivisi in due categorie: quelli con una legislazione contro il lavoro forzato (come in Europa) ma che, secondo Washington, non la applicano, saranno tassati al 10%; quelli senza tali disposizioni saranno tassati al 12,5%. L’India, che ad esempio ha approvato la legislazione in tutta fretta, è stata inserita in quest’ultima categoria.