Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo da 100 giorni spiega al Corriere della Sera le ragioni dell’acquisizione di Raft negli Stati Uniti, annunciata la settimana scorsa. “Si tratta di un’operazione che ha due valenze fondamentali: la prima è rafforzare la nostra presenza in un mercato in fortissima crescita, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo: negli Stati Uniti le nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, si sviluppano a una velocità impressionante e per noi gli Usa oggi rappresentano il secondo mercato domestico. La seconda riguarda il dominio dell’operazione: ci permette di accelerare lo sviluppo di software ad alto contenuto di Ai per applicazioni di comando e controllo, in particolare nella difesa aerea, un settore chiamato a proteggere da minacce sempre più evolute, come quelle emerse nei conflitti recenti”, dice. E poi aggiunge: “In tutte i domini abbiamo un’esperienza più che cinquantennale, soprattutto in quello navale, dove il Combat System sviluppato da Leonardo può arrivare a rappresentare il 35-40% del valore totale di una nave. Le principali applicazioni riguardano attualmente la capacità di coordinare diversi sensori e mezzi intersettoriali per proteggere da minacce che assumono configurazioni sempre più diverse. In Ucraina si sono manifestate minacce ad altissima tecnologia, come i missili ipersonici, che richiedono uno sforzo particolarmente importante in termini di tecnologia per contrastarle. Ci sono anche minacce molto tradizionali, dove l’artiglieria rimane probabilmente un elemento fondamentale, ma va coordinata con le altre risorse a disposizione, e la guerra ibrida con droni, che invece richiede misure particolari. Poi c’è lo spazio che rappresenta una nuova frontiera sempre piu fondamentale. Il comando e controllo è ciò che integra tutte queste informazioni e decide come agire: è il cuore delle Multi-Domain Operations, ed è lì che concentriamo gran parte dei nostri investimenti”.