Energia, Bce: Shock più persistente del previsto, gas sotto osservazione

Il Consiglio direttivo della Bce considera diventato più persistente lo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente e indica nei prezzi del gas, nei bassi livelli degli stoccaggi e nel rischio di un inverno particolarmente freddo alcuni dei principali fattori di rischio per l’inflazione. Le minute della riunione di settembre evidenziano inoltre il ruolo dei margini di raffinazione e delle possibili nuove interruzioni delle forniture. I prezzi del gas naturale sono aumentati sensibilmente nelle settimane precedenti la riunione e che i bassi livelli di stoccaggio in Europa potrebbero determinare nuove pressioni sui prezzi nel corso dell’inverno. Il gas ha un ruolo rilevante sia nella produzione di elettricità sia nell’industria e nel riscaldamento, aumentando il rischio che un ulteriore rincaro si trasmetta anche agli altri prezzi al consumo. Anche sul petrolio il Consiglio direttivo ha rilevato nuovi “elementi di pressione”. Le riserve di greggio di Cina e Stati Uniti, utilizzate nei primi mesi del conflitto per attenuare l’aumento dei prezzi, sono diminuite. A questo si è aggiunto l’aumento dei margini di raffinazione dovuto alla distruzione di capacità produttiva in Medio Oriente e Russia, con conseguenze particolarmente rilevanti sui prezzi dei carburanti, in primo luogo il diesel.



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