Nella sua analisi, il Fmi conferma che gli shock sul prezzo del gas “possono avere effetti più persistenti sull’inflazione” rispetto a quelli legati al petrolio. Per il mercato europeo, un aumento dell’1% del prezzo al Ttf è associato, dopo un anno, a un incremento del livello dei prezzi al consumo di circa lo 0,05% quando deriva dalla domanda attesa o dall’offerta e dello 0,08% quando è legato alla domanda corrente o al rischio geopolitico sulle forniture. Il Fmi sottolinea “che distinguere tra rischi geopolitici e interruzioni effettive delle forniture” è importante “per valutare gli effetti macroeconomici degli shock energetici” e “orientare le risposte” di politica economica.