Servono tra 30 e 60 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno entro il 2030 per trasformare l’industria europea e accelerarne la decarbonizzazione. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea), secondo cui la sfida non è più soltanto sviluppare tecnologie pulite, ma riuscire ad applicarle su larga scala. Per farlo servono capitali, infrastrutture, energia rinnovabile a basso costo e un quadro politico capace di sostenere la trasformazione dei settori industriali più inquinanti. Negli ultimi 15 anni le politiche europee hanno contribuito a ridurre sensibilmente le emissioni degli inquinanti industriali e quelle di gas serra, nonostante la crescita dell’attività economica. I progressi, tuttavia, non sono sufficienti a garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici. I settori che producono la quota maggiore delle emissioni industriali restano lontani da un percorso compatibile con le emissioni nette zero. In particolare, dal 2010 i miglioramenti nelle emissioni per tonnellata di prodotto sono stati moderati nella produzione di cemento, ferro e acciaio.
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