Secondo l’ultimo ‘Commodity Markets Outlook’ della Banca Mondiale, i prezzi delle materie prime sono destinati ad aumentare del 23% nel 2026 a causa degli shock globali in atto. Il conflitto in Medio Oriente ha ridotto le scorte di petrolio e si appresta a spingere i prezzi dell’energia ai massimi da quattro anni. Nel frattempo, le interruzioni nelle spedizioni di cereali e il fenomeno El Niño minacciano i raccolti e l’accessibilità economica dei prodotti alimentari. Con le scorte di petrolio in esaurimento, il mondo è maggiormente esposto a ulteriori shock dell’offerta. Mentre i Paesi rispondono a queste sfide, il Gruppo Banca Mondiale sta mettendo a disposizione finanziamenti e sostegno attraverso i suoi strumenti esistenti, potenziando al contempo la sua capacità di mobilitare capitali privati insieme alle proprie risorse. Si prevede che i prezzi dell’energia aumenteranno del 32% nel 2026, invertendo la tendenza al ribasso degli ultimi tre anni, per poi moderarsi nel 2027. I prezzi delle materie prime alimentari dovrebbero aumentare di circa il 10% nel 2026 e di un ulteriore 7% nel 2027, con un incremento cumulativo del 18%, a causa delle interruzioni nelle spedizioni di cereali dovute ai conflitti, delle minacce ai raccolti causate da El Niño e dell’aumento dei costi agricoli dovuto agli alti prezzi di carburanti e fertilizzanti. Nel complesso, si prevede che i prezzi delle materie prime aumenteranno del 23% quest’anno, per poi diminuire del 7% nel 2027.
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