Inflazione, studio Bce: Prezzi alimentari aumentano meno che nel 2022 nonostante caro energia

La recente impennata dei prezzi dell’energia ha innescato aumenti dei prezzi alimentari meno diffusi rispetto a quelli registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. È quanto emerge da un’analisi della Banca Centrale Europea, basata sul monitoraggio quotidiano dei prezzi dei supermercati online attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Dopo un’accelerazione iniziale a marzo 2026, la frequenza degli aumenti si è stabilizzata, senza mostrare finora segnali di una nuova ondata persistente. L’analisi utilizza il ‘Daily Price Dataset’ (Dpd), sviluppato dalla Bce in collaborazione con il centro per l’innovazione della Banca dei Regolamenti internazionali (Bis) e la Bundesbank. Il sistema raccoglie ogni giorno i prezzi dei supermercati online e utilizza un classificatore basato sull’intelligenza artificiale per associare i prodotti alle categorie di consumo impiegate nel calcolo dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo. I dati mostrano che nel 2022 la quota di categorie alimentari interessate da aumenti frequenti era cresciuta progressivamente, mantenendosi elevata per diversi mesi. Nel 2026, invece, dopo il rialzo iniziale di marzo, la frequenza degli aumenti non ha continuato a crescere né si è estesa in modo analogo tra le diverse categorie. Anche l’ampiezza delle variazioni dei prezzi risulta complessivamente più contenuta rispetto al precedente shock energetico.



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