Lavoro, Istat: Più di un’occupata su 10 è in part-time involontario

Persiste in Italia in ‘gender -gap’. Come emerge dal rapporto Bes dell’Istat, più di un’occupata su 10 è in part-time involontario, quota tripla rispetto agli uomini. Nel 2025 diminuisce la quota di occupati in part-time involontario, ovvero quanti lavorano part-time perché non sono riusciti a trovare un lavoro a tempo pieno (7,7%, -0,8 punti percentuali in un anno). La quota di part-time involontario tra le donne occupate rimane tripla rispetto agli uomini (12,8% e 4,0%).

Persiste lo svantaggio occupazionale delle donne con figli in età prescolare rispetto a quelle senza figli. Nel 2025 il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne da 25 a 49 anni con almeno un figlio

tra 0 e 5 anni e quello delle donne senza figli (per 100) è stabile al 75,1. Nel Mezzogiorno lo svantaggio è maggiore (74,2), sebbene in miglioramento rispetto all’anno precedente.

La divisione del lavoro familiare non retribuito rimane fortemente asimmetrica. Nel 2023, il tempo dedicato al lavoro familiare dalla donna (25-64 anni) sul totale del tempo dedicato al lavoro familiare da entrambi i partner occupati è il 68,9%, quota invariata in 10 anni. Sebbene l’asimmetria sia più bassa al Nord e quando la donna ha un titolo di studio elevato, la quota di lavoro familiare a suo carico non scende al di sotto del 66%.