Diventa più difficile per chi è fuori dal lavoro riuscire a entrarci. Tra il 2024 e il 2025, solo il 15,8% delle persone disoccupate tra 15 e 64 anni ha trovato un’occupazione entro dodici mesi, contro il 23% nel biennio precedente. Anche tra gli inattivi diminuisce la quota di chi entra nel mercato del lavoro, al 4,7% dal 6,9%. Secondo i dati diffusi dall’Istat sulla componente longitudinale della ‘Rilevazione sulle forze di lavoro’, nel 2025 il 96,7% di chi era occupato nel 2024 risulta ancora occupato un anno dopo, in aumento dal 94,4% del periodo precedente. La permanenza nell’occupazione cresce così di 2,3 punti percentuali, mentre diminuiscono sia il passaggio dall’occupazione alla disoccupazione, allo 0,8% dall’1,2%, sia quello verso l’inattività, al 2,5% dal 4,4%. Il mercato del lavoro mostra quindi meno movimenti in entrata e in uscita: il tasso di riallocazione per entrate scende al 3,5% dal 5,4%, mentre quello per uscite cala al 3,2% dal 5,3%. Nel complesso, l’occupazione della popolazione considerata cresce dello 0,3%. Resta invece sostanzialmente stabile la permanenza nella disoccupazione, al 31%, mentre aumenta all’89,6% quella nell’inattività. Per chi è disoccupato, inoltre, cresce al 53,2% dal 45,5% la quota che dopo un anno si trova ancora fuori dall’occupazione ma in condizione di inattività.