Mare, Marevivo al Cipon: Non si può più aspettare-2-

Le Aree Marine Protette rappresentano uno degli strumenti più importanti per difendere la biodiversità e aumentare la capacità del mare di resistere alle pressioni che subisce. Eppure, i tagli ai finanziamenti ne rendono sempre più difficile una gestione efficace, in contrasto con lo stesso Piano del Mare approvato dal Cipom che prevede per le AMP un ruolo analogo a quello dei Parchi terrestri e risorse adeguate.

Marevivo ha richiamato l’attenzione anche su due temi collegati alla tutela del mare e dei territori. Nelle isole minori, la questione dell’approvvigionamento idrico, per come è stata impostata con il ricorso ai dissalatori (Lipari, Panarea, Stromboli, Filicudi, Alicudi), non risolve il problema e ha un impatto sul territorio. Sulle energie rinnovabili, iter burocratici troppo lenti e complessi frenano imprese pronte a investire, mentre le alternative richiederebbero tempi e costi ben più elevati.

Il Ministro Musumeci ha invitato i rappresentanti dei ministeri presenti a verificare lo stato delle diverse questioni e a lavorare per individuare soluzioni concrete. “Ringrazio il Ministro Musumeci per essersi fatto promotore di questo confronto e per l’attenzione riservata alle nostre richieste”, dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Fondazione Marevivo. “Ma oggi il tempo è diventato un fattore decisivo. Il mare non può aspettare i tempi della burocrazia. Abbiamo leggi, conoscenze e soluzioni: dobbiamo trasformarle in azioni concrete. Difendere il mare significa difendere il nostro futuro”.