“Mai vista una cosa simile, in termini di volumi è più grande del Vajont. Per fortuna non ci sono state vittime ma la frana di Niscemi avrà, tristemente, anche questo primato”. Così Giovanna Pappalardo, docente all’Università di Catania e referente dell’Associazione italiana di geologia applicata e ambientale. In una intervista a il Corriere della Sera spiega: “È un fenomeno molto complesso, per tipologia e perché è molto esteso. Quell’area è su uno strato di sabbie molto permeabili, come una spugna per intenderci, che a sua volta poggia su uno strato di argilla che invece non permette più all’acqua di passare. Ed è proprio per queste due litologie che hanno caratteristiche così particolari che si vengono a creare debolezze e dissesti lungo i versanti”. E ancora: “Il ciclone ha inciso su condizioni già molto precarie, come dire che ha dato l’ultima spinta. Ma non credo che sia una conseguenza diretta, ritengo che tutto questo sarebbe accaduto a prescindere. Semmai parlerei di una concomitanza di cause”.