“Sbarcare alla Borsa di New York non è un punto di arrivo”. Così in un dialogo con Repubblica Stefano Buono, cofondatore e ceo di Newcleo che oggi suonerà la campanella di Wall Street per il debutto della società che sviluppa reattori nucleari di quarta generazione raffreddati a piombo. L’operazione garantisce alla società 247 milioni di dollari di proventi lordi e la valutazione azionaria pre-money è di circa 2,4 miliardi. “Dobbiamo realizzare la fabbrica del combustibile nucleare Mox entro il 2031 e il primo reattore commerciale entro il 2032, oltre al dimostratore non nucleare da 10 Mw in Italia. Servono capitali importanti e il Nasdaq offre una platea globale di investitori abituati a finanziare tecnologie innovative e progetti di lungo periodo”, spiega. Poi aggiunge che la produzione di enercia comincerà “entro la fine del 2032 con il primo reattore commerciale”. E ancora. “Gli Stati Uniti sembrano offrire il percorso più rapido, anche grazie al loro sistema autorizzativo. In Francia i tempi potrebbero essere più lunghi. In Slovacchia abbiamo una joint venture partecipata dallo Stato: è una partnership strategica, ma la componente pubblica può rallentare le procedure”. Le previsioni sono confortanti: “La nostra pipeline vale circa 9,2 gigawatt, l’equivalente di 46 reattori da 200 megawatt. Lavoriamo su siti già individuati e con partner con cui abbiamo accordi esclusivi”.