Il petrolio prosegue la fase di debolezza per la quinta seduta consecutiva, mentre i mercati valutano i segnali di una possibile ripresa dei flussi energetici dal Medio Oriente e le nuove iniziative diplomatiche per cercare di porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il Brent è sceso nuovamente sotto i 100 dollari al barile, sui minimi delle ultime due settimane, dopo il forte calo della seduta precedente. Le quotazioni risentono delle attese per un possibile riavvicinamento diplomatico: il presidente Donald Trump è atteso oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e potrebbe incontrare a margine il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Nei prossimi giorni sono inoltre previsti colloqui con i leader dei Paesi del Golfo e con il presidente cinese Xi Jinping. Sul fronte dell’offerta emergono intanto segnali di maggiore disponibilità di greggio. L’Arabia Saudita ha movimentato attraverso lo Stretto di Hormuz circa 2,9 milioni di barili al giorno negli ultimi sei giorni. Le immagini satellitari hanno inoltre rilevato superpetroliere con una capacità complessiva di circa 14 milioni di barili nei terminal sauditi di esportazione sul Golfo, il numero più elevato osservato almeno dallo scorso giugno.
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