“Secondo le stime dell’Upb, considerando diversi indicatori tempestivi, nel primo trimestre del 2026 il Pil avrebbe rallentato rispetto all’ultimo trimestre del 2025 e la sua crescita si attesterebbe tra uno e due decimi di punto percentuale, con margini d’incertezza comunque elevati a causa dell’instabile contesto globale. Si osserva in particolare la debolezza del manifatturiero, un moderato andamento dei servizi e un rallentamento delle costruzioni. Gli effetti del conflitto in Medio Oriente dovrebbero manifestarsi nei dati sull’attività economica dei successivi trimestri”. E’ quanto emerge dalla Nota sulla congiuntura di aprile 2026 dell’Ufficio parlamentare di bilancio. “Nel 2025 il Pil italiano è cresciuto dello 0,5 per cento, come previsto l’anno scorso dall’Upb, con un andamento che, se pur registrando un lieve rafforzamento del ciclo economico nello scorcio finale dell’anno, è risultato complessivamente più debole rispetto alla media dell’area dell’euro – si legge nell’analisi -. Il maggior sostegno è derivato dalla domanda interna, mentre il contributo degli scambi con l’estero è stato negativo per la prima volta dal 2023. Il mercato del lavoro ha continuato a espandersi, ma con segnali di rallentamento nella seconda metà dell’anno. Le retribuzioni hanno recuperato solo parzialmente rispetto al livello dei prezzi, restando significativamente al di sotto dei livelli pre-2020 in termini reali (corretti per l’aumento dei prezzi)”.