“L’analisi dello scenario economico di un singolo Paese è sempre complessa, in quanto deve tenere conto non solo dell’andamento congiunturale ma anche delle caratteristiche strutturali del Paese stesso e del contesto internazionale. La frammentazione degli scambi e la competizione più intensa tra sistemi economici è, come sappiamo, sempre maggiore. È cambiata la tecnologia, con trasformazioni sempre più importanti, che interessano direttamente anche i processi produttivi. E stanno diventando più evidenti gli effetti delle trasformazioni della struttura demografica nelle economie avanzate, con conseguenze sul mercato del lavoro, sulla produttività e sulla spesa sociale”. Lo scrive Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, in un suo intervento su Il Sole 24 Ore. “I dati sull’occupazione degli ultimi anni sono stati positivi, ma rimane la sfida della produttività che è anche connessa alla composizione settoriale dell’economia italiana nonché al capitale umano e tecnologico. La riduzione della popolazione in età lavorativa e le sfide rappresentate dalle nuove tecnologie rendono sempre più importante la capacità delle politiche ad attrarre e sviluppare competenze: competenze la cui qualità e adeguatezza devono essere valorizzate lungo tutto il percorso formativo e lavorativo”, si legge ancora.
Giorgetti prosegue: “Il filo che attraversa questi temi è quindi abbastanza chiaro: demografia, capitale umano, produttività, investimenti, imprese e tecnologia, nonché il coordinamento tra le politiche poste in essere dai diversi livelli di Governo non sono questioni separate. Sono aspetti diversi che determineranno le condizioni nelle quali l’economia italiana potrà crescere nei prossimi anni. È questo il principale contributo di un Rapporto che mette insieme punti di osservazione diversi, e prova a leggere le trasformazioni in corso non soltanto nella loro dimensione settoriale, ma per le conseguenze che possono avere sulla struttura e sulla capacità produttiva del Paese”.