La lavorazione del greggio nelle raffinerie russe è destinata a restare intorno a 4 milioni di barili al giorno (mb/g) per il resto del 2026 e per tutto il 2027, dopo il forte calo provocato dai ripetuti attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche. La previsione è contenuta nell’ultima analisi dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la perdita di capacità russa sta contribuendo ad accentuare la scarsità di diesel sui mercati internazionali. Secondo l’Aie, la lavorazione nelle raffinerie russe è scesa a giugno a 3,8 mb/g, il livello più basso da oltre 20 anni e circa il 30% in meno rispetto a un anno prima. La produzione di benzina è diminuita del 20%, mentre quella di diesel è calata di quasi il 30%. L’agenzia prevede quindi una media di circa 4 mb/g per la raffinazione russa nel resto dell’anno e nel 2027. La contrazione delle forniture russe si aggiunge alle difficoltà del mercato globale dei distillati. Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni marittime mondiali di gasolio e diesel sono ammontate in media a 4,7 mb/g, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Ad agosto le esportazioni di diesel di Russia e Medio Oriente sono scese complessivamente a 520mila barili al giorno, con una riduzione del 75% su base annua.
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