“Non esiste nel codice penale il reato di incontro con ambasciatori accreditati e con imprenditori che continuano a lavorare con la Russia tra mille difficolta. Si tratta di 350 aziende, alcune anche molto grandi come Cremonini e Marcegaglia, che è mio dovere ascoltare e aiutare. Se poi incontro anche l’ambasciatore russo, vuol dire che ho fatto il mio lavoro”. Lo dice Matteo Salvini, segretario della Lega e vicepremier, in una intervista a Il Corriere della Sera. Poi annuncia che “si deve” collaborare con la Russia: “Quando c’è una guerra o ci entri, ma fortunatamente non è il caso dell’Italia, oppure fai tutto il possibile per avvicinare le parti in conflitto. Noi in Ucraina abbiamo mandato tutto, aiuti di ogni genere. Ma abbiamo il dovere di continuare a parlare con tutte le parti. Ovviamente la soluzione non ce l’ha Matteo Salvini, ma tra Stati Uniti e Cina spero che si trovi il più in fretta possibile. Per quanto riguarda l’Unione europea, mi fermo. Mi limito a dire che Ursula von der Leyen vive su un altro pianeta…”. E se il governo non sembra così unito nell’opinione sulla Russia, Salvini replica: “Un fatto su cui il governo può intervenire nella sua completezza c’è. Mi pare che le sensibilità mie e di Antonio Tajani, sempre nel rispetto, siano diverse. Ma c’è chi vorrebbe chiudere a qualsiasi visto, persino a quelli per i turisti russi che vogliono venire in Europa. Io credo che il no al blocco dei visti turistici possa essere la posizione di tutto il governo”.