“Tutti sentiamo il peso di questi lunghi, lunghissimi anni, portiamo nel cuore le ferite di quella tragedia, le promesse rimaste tali, le attese che si scontrano ancora con difficoltà, i ritardi insopportabili quando si è perso tutto. A questo si aggiunge la condizione delle aree interne di tutto il nostro Paese, che sperimentano il terremoto silenzioso e senza crolli traumatici dello spopolamento e di un invecchiamento che appare senza speranza. Gesù, a lui e a noi, propone di rinascere nello Spirito e ci dona il vento del suo amore, forza che spazza la nebbia della rassegnazione. L’amore non cancella i problemi, anzi, ma ci dona forza nuova per affrontarli e superarli. Che sia così anche questa celebrazione”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nell’omelia della messa presso l’area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto (Ap), in occasione del 10° anniversario del sisma che colpì il Centro Italia.
Zuppi chiede “non promesse, ma lavoro, di tutti, ciascuno nelle proprie funzioni e responsabilità tutte importanti, con la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili, chiamando le difficoltà con il proprio nome, perché solo così si possono risolvere e trasformarle in nuova capacità ed efficacia con la resistenza di cui siete stati capaci. Sappiamo che non sono senza conseguenze il tempo perduto e le risposte non date”.
“Ricostruire – ricorda – non è solo una questione di edifici ma soprattutto di relazioni, comunità, fiducia, solidarietà. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone, dalle relazioni e dalla speranza condivisa”.