Il mercato del trasporto aereo italiano ed europeo sta attraversando una complessa fase di assestamento strutturale. Se il 2025 ha sancito il definitivo superamento dei livelli pre-pandemici, i primi mesi del 2026 mostrano i segni di un chiaro rallentamento, condizionato da pesanti incertezze geopolitiche, conflitti in Medio Oriente e fluttuazioni del prezzo del petrolio. È quanto emerge dalla XX edizione del Fact Book del Centro Itsm-Iccsai dell’Università di Bergamo, presentato oggi a Roma nel corso di un convegno organizzato dall’Enac. Nel 2025 l’Italia si è confermata il terzo mercato del continente, aumentando il distacco dalla Germania (ferma a 209,6 milioni di passeggeri e ancora sotto i livelli pre-Covid del 14,2%). Con 228,7 milioni di passeggeri, lo scacchiere italiano ha registrato una crescita del +5,0% rispetto al 2024 e un balzo del +19,1% rispetto al 2019. Tuttavia il quadro macroeconomico mostra i primi segnali di cedimento all’inizio del nuovo anno: nel primo trimestre del 2026 la crescita italiana si è attestata al +4,6%, in progressiva decelerazione rispetto al picco del +5,8% toccato nell’ultimo trimestre del 2025. A pesare sulle prospettive sono il rallentamento del PIL e le tensioni internazionali, che stanno frenando in particolare il traffico domestico nazionale Nella top 20 dei grandi hub europei del 2025, Roma Fiumicino si posiziona saldamente al 7° posto con 50,8 milioni di passeggeri. Lo scalo della Capitale segna un +4,1% sul 2024 e recupera ampiamente sul 2019 (+16,9%), tallonando la sesta posizione di Barcellona (57,4 milioni) e la quinta di Francoforte (63,1 milioni). La vetta continentale resta saldamente nelle mani di Londra Heathrow (84,4 milioni), seguita da Parigi CDG (72 milioni) e Amsterdam Schiphol (68,7 milioni).
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