Kyrylo Budanov è il più giovane generale dell’Ucraina, il capo delle spie, l’uomo che ha fermato le forze speciali russe all’aeroporto di Hostomel, lo stratega che ha trasformato la difesa in attacco con raid temerari in territorio russo. E’ il numero 2 ucraino dietro il solo presidente Volodymir Zelensky e conduce per Kiev i negoziati con Russia e Stati Uniti. In un colloquio con il Corriere della Sera dice sulle trattative di pace: “Ad essere sinceri, nessuno è interessato alle parole, ma tutti lo sono ai risultati. Stiamo parlando con i russi? Sì. E confidiamo di continuare anche nel prossimo futuro”. E più nello specifico: “Il gruppo di lavoro militare ha messo nero su bianco come applicare il cessate-il-fuoco e gestire la linea di contatto. Servirà quando verrà decisa la fine delle ostilità. Sul lato umanitario, ci scambiamo prigionieri: alcuni dei nostri che sono tornati liberi nel weekend erano stati catturati nel 2022 durante l’assedio di Mariupol. E poi, con gli americani siamo vicinissimi ad un accordo sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina dopo la guerra”.
Budanov parla anche di un eventuale ingresso nella Nato: “È un lavoro confidenziale con gli Usa che sarà presto completato. Viste le premesse, saremo soddisfatti”. Mosca cerca sempre di conquistare l’intero Donbass e Zaporizhzhia: “Ci prova, ma non ci riesce. Dal 2023 il fronte è congelato. Ci sono movimenti tattici da una parte e dall’altra. Niente di significativo. Siamo fermi. Anche il tentativo russo di rompere il nostro fronte interno è fallito. L’inverno è stato freddissimo e Mosca con i suoi attacchi terroristici alle infrastrutture energetiche non è riuscita a lasciarci al gelo o a spegnerci la luce. Non è la prima volta che manca un obiettivo che si era prefissa”.