“Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente illustrato quali prospettive attendono l’Europa se proseguirà lungo il percorso attuale. Se i governi finanzieranno il proprio maggiore fabbisogno di spesa senza ulteriori misure di risanamento o riforme, il rapporto medio del debito europeo raggiungerà il 130% del Pil entro il 2040. Ponderato in base alle dimensioni delle economie, raggiungerà il 155%”. Lo dice l’ex premier, Mario Draghi, nella lectio magistralis alla Conferenza d’eccezione ‘Karl Brunner’ dedicata a ‘La banca centrale, la crescita e la costruzione europea’. “Un certo risanamento di bilancio nel medio termine è inevitabile – aggiunge -. Tuttavia, se questo dovesse avvenire esclusivamente attraverso tagli alla spesa e aumenti delle imposte, è improbabile che produca i risultati necessari. Negli ultimi tre decenni, il risanamento tipico in Europa ha comportato un miglioramento complessivo pari al 3-4% del Pil. Ponderando i paesi in base alle dimensioni delle loro economie, quelli che devono adeguarsi dovrebbero ora migliorare i propri saldi primari di circa il 6-7% del Pil, quasi il doppio. E anche lo sforzo minore non è mai stato politicamente facile. La capacità dei governi di realizzare il risanamento dipende quindi dalla crescita”. (Segue)