Benjamin Haddad, ministro francese per gli Affari europei, sostiene l’idea di puntare sugli eurobond con il rischio che il presidente Emmanuel Macron resti isolato. “Credo che oggi ci sia un risveglio degli europei. Quando qualche anno fa, ad esempio nel 2017 nel discorso della Sorbona, parlavamo di proteggerci, di investire nella difesa europea, di indebitarci insieme per poter investire anche nella tecnologia, nell’intelligenza artificiale, nel quantistico, eravamo molto soli”, dice nell’intervista a Il Corriere della Sera. “Oggi esiste un senso di urgenza condiviso dagli europei, rafforzato anche dai rapporti Draghi e Letta. Ma le cose non procedono abbastanza rapidamente. Siamo sotto pressione da parte dell’America, della Cina e della guerra di aggressione della Russia. Spetta a noi accelerare e prendere decisioni storiche all’altezza del momento”, aggiunge.
Il futuro dell’Europa si giocgerà giovedì a Bruxelles: “La posta in gioco è definire un’agenda economica potente per il prossimo anno – spiega Haddad -. Se si guarda all’attuazione del rapporto Draghi, resta ancora molto da fare e, a un anno di distanza, il bilancio non è soddisfacente. Il nostro mercato interno, con 450 milioni di cittadini, rappresenta un’opportunità straordinaria. Ma allora dobbiamo realizzare l’unione dei mercati dei capitali, introdurre il 28° regime del diritto commerciale per sfruttare davvero tutto il potenziale di questo mercato interno. Investire per sostenere le nostre start up, adottare la preferenza europea”. E ancora: “Vedo molti commenti mediatici che non corrispondono alla realtà. Il presidente Macron intrattiene un rapporto di fiducia e di rispetto sia con la presidente Meloni sia con il cancelliere Merz. Abbiamo tenuto un vertice franco-tedesco alla fine di agosto che ha permesso di definire una tabella di marcia su temi che spaziano dall’innovazione all’automobile alle frontiere. Nei prossimi mesi avremo un vertice franco-italiano con sfide industriali, economiche e strategiche cruciali. Ognuno ha le proprie relazioni bilaterali, ed è naturale. E tutti abbiamo interesse a lavorare insieme per un’Europa più forte e più sovrana”.