“Quando gli storici guarderanno al 2025, lo ricorderanno come l’anno in cui è diventato impossibile ignorare le divisioni che caratterizzano l’ordine mondiale. Dazi. Controlli sulle esportazioni. Dipendenza economica. Tutti elementi che sono diventati strumenti di pressione e, in alcuni casi, vere e proprie armi. Si tratta di tendenze che non sono iniziate lo scorso anno; le barriere al commercio mondiale erano già triplicate l’anno precedente. Il 2025 ha però segnato il momento in cui hanno cessato di essere marginali e sono divenute centrali – il momento in cui la frammentazione ha smesso di essere un rischio e si è trasformata in realtà”. Lo scrive Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, in un suo intervento su la Stampa. “Il 2026 sarà ricordato come l’anno in cui l’Europa ha risposto a questo mondo nuovo, dimostrando che una strada alternativa è possibile. Dall’energia alla sicurezza, continuiamo a rafforzare la nostra indipendenza strategica. Non rifugiandoci dietro barriere di dazi o isolandoci dal mondo. L’Europa sperimenta un percorso diverso: quello della resilienza all’interno e dell’apertura all’esterno. Perché la forza, oggi, non si costruisce con l’isolamento, ma con la diversificazione. E l’Europa non è sola. Dal Canada all’India, dall’America latina al Sud-Est asiatico, i paesi sono alla ricerca di un modello che mantenga l’apertura riducendo allo stesso tempo la dipendenza. L’Europa è al centro di questo processo, non come spettatrice, ma come forza motrice”, si legge ancora.