Usa-Cina, Noci (PoliMi): Il vertice produrrà una tregua commerciale

“L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping assomiglia a una partita di poker giocata dentro un casinò che sta andando a fuoco. Le luci lampeggiano ancora, i camerieri servono whisky e i giocatori fingono sangue freddo. Ma il pavimento scricchiola. E il dettaglio più umiliante per Washington è che il piromane americano ora entra a Pechino chiedendo al pompiere cinese di evitare che l’incendio gli divori la giacca. Altro che America First: siamo al pronto soccorso dell’impero”. Lo scrive in un suo intervento su Il Sle 24 Ore il professor Giuliano Noci, professore Ordinario di Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano e Prorettore del Polo territoriale cinese. “Per anni gli Stati Uniti si sono raccontati la favola di poter contenere la Cina a colpi di dazi, sanzioni e tweet testosteronici. Il risultato è stato quasi comico: mentre Trump trasformava la geopolitica in un reality show da seconda serata con la bandiera a stelle e strisce sul fondale, Pechino costruiva il vero potere del XXI secolo. Non slogan. Colli di bottiglia industriali”, si legge ancora. E poi: “La Cina oggi non è più la ‘fabbrica del mondo’. È il sistema nervoso della produzione globale. Raffina terre rare, domina batterie, magneti, componenti elettroniche, filiere strategiche. Quando ha chiuso il rubinetto delle terre rare, Washington ha scoperto una verità imbarazzante: puoi progettare il jet più sofisticato del pianeta, ma senza materiali critici rischi di produrre ferraglia patriottica a prezzi astronomici”.

Scrive sempre Noci: “Xi aspetta. Trump scalpita. E nella geopolitica contemporanea chi scalpita spesso perde. Per questo il vertice produrrà quasi certamente una tregua commerciale. Non per fiducia. Per necessità. Trump ha bisogno di tornare a casa con una fotografia da spacciare come trionfo negoziale (ammessa e non concessa una residua credibilità). Xi deve evitare shock mentre l’economia cinese rallenta. Entrambi sanno che un vero disaccoppiamento farebbe esplodere costi, supply chain e consenso interno”.