La comunicazione della gravidanza poco dopo l’assunzione non mette in discussione la validità del rapporto di lavoro. Al contrario, da quel momento scattano una serie di tutele specifiche per la lavoratrice e nuovi obblighi per l’azienda, dalla sicurezza sul lavoro alla corretta gestione del periodo di prova.
“Una lavoratrice non è tenuta a comunicare il proprio stato di gravidanza durante la selezione o prima della firma del contratto – evidenzia Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili -. Anche se la gravidanza era già in corso al momento dell’assunzione, il rapporto di lavoro resta pienamente valido”.
Il datore di lavoro non può quindi utilizzare la gravidanza come motivo per revocare l’assunzione o escludere la dipendente.
“Ricevuta la comunicazione, l’azienda deve verificare che le mansioni assegnate siano compatibili con la gravidanza e che non espongano la lavoratrice o il nascituro a rischi. Se necessario – prosegue Benna – devono essere adottate misure organizzative o assegnate mansioni differenti”.
La comunicazione della gravidanza non elimina neppure il periodo di prova. Il datore di lavoro può recedere qualora la verifica dell’idoneità professionale abbia avuto esito negativo.
La normativa sulla maternità prevede inoltre un divieto di licenziamento che opera dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, con alcune eccezioni previste dalla legge. Infine, la gravidanza non comporta automaticamente la perdita delle agevolazioni contributive legate all’assunzione.