
Regge la ‘tregua’ dei carburanti dopo l’ultimo taglio delle accise del governo. I prezzi sono ben lontani dalla soglia di attenzione, ma almeno restano stabili con piccoli passi indietro rispetto alle cifre della settimana scorsa. I dati giornalieri dell’Osservaprezzi Mimit dicono che il costo è sceso di 1 centesimo al litro, arrivando a 1,985 euro al litro per la benzina e 2,076 euro per il gasolio sulle strade italiane in modalità self e 2,056 euro al litro per la benzina e 2,151 il gasolio sulle autostrade. Un ribasso che non cambia l’aggravio per famiglie e imprese ma quantomeno non lo peggiora nell’immediata vigilia di Ferragosto.
Nel quadro generale, ovviamente, trova spazio anche il monitoraggio delle irregolarità. A tracciare un primo bilancio è la Guardia di finanza, che dal 1 marzo al 31 luglio scorsi ha effettuato 3.428 controlli sugli impianti di distribuzione stradale e 1.371 sulle accise applicate sui prodotti energetici. L’operazione, condotta dalle Fiamme gialle in collaborazione con Mister Prezzi, serve a “garantire la trasparenza del mercato, tutelare consumatori e imprese regolari e contrastare ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi”. Stando ai dati, l’attività in materia di accise sui prodotti energetici ha portato alla denuncia presso l’autorità giudiziaria di 265 soggetti, sottoponendo a sequestro oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e accertando consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.
In particolare, il contrasto ai cosiddetti ‘designer fuels’, ovvero i prodotti petroliferi fraudolentemente qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, ha consentito alla Gdf di individuare depositi clandestini e distributori abusivi, nonché sistemi organizzati finalizzati alla commercializzazione illecita di Carburanti destinati a impieghi agevolati Sul fronte della trasparenza, poi, dei 3.428 interventi sigli impianti di distribuzione stradale, sono state contestate 2.279 violazioni a 937 operatori, soprattutto per la mancata esposizione dei prezzi e le difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati. L’operazione dei finanzieri, inoltre, ha riguardato anche il rafforzamento del presidio lungo la catena di approvvigionamento, “sottoponendo ad approfondimento oltre 400 contesti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore”.
Tra i casi più particolari accertati dalle Fiamme Gialle c’è quello di Orta Nova, nel Foggiano, dove è stata scoperta un’area adibita illegalmente alla vendita di carburante, priva di autorizzazioni e misure di sicurezza ma attrezzata con serbatoi e pompe dove il gasolio agricolo agevolato era venduto a 1,50 euro al litro. O ancora a Savona, dove alcuni autotrasportatori che operavano nel deposito fiscale di Vado Ligure, durante le operazioni di carico regolarmente autorizzate dal deposito, portavano via in maniera illecita carburante manipolando manichette e by-pass meccanici. A Gallipoli, invece, la truffa è stata studiata creando aziende agricole per ottenere gasolio agevolato, che veniva poi rivenduto per altri usi nelle province di Lecce e Brindisi. Per il reato sono quattro le persone finite in manette e altre 23 sono state segnalate: dovranno rispondere dei 156mila euro di accisa evasa su 519.540 litri. Infine, a Catanzaro, sono stati sequestrati preventivi per 8 milioni di euro dopo che i finanzieri hanno portato alla luce un traffico illecito da parte di un’associazione per delinquere che operava nel Crotonese, espandendosi anche su diverse province della Calabria e del Veneto. Condotta per cui 29 soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.
“I dati diffusi dalla guardia di finanza confermano purtroppo i timori espressi nelle ultime settimane e la necessità delle verifiche chieste dall’associazione sul mercato dei carburanti”, è il commento del Codacons. Che chiede “controlli a tappeto in tutta Italia e un’intensificazione delle verifiche in vista del controesodo, non solo presso i distributori ma lungo l’intera filiera”. Perché, conclude l’associazione dei consumatori, “di fronte a numeri simili non è possibile abbassare la guardia”.