La crescita resta però molto diversa tra aree geografiche. L’Europa guida il mercato: nella prima metà dell’anno governi, agenzie pubbliche e istituzioni sovranazionali hanno emesso 245 miliardi di dollari di debito sostenibile, il 50% in più rispetto al 2025. Negli Stati Uniti, invece, l’incertezza politica ha frenato il comparto: le emissioni risultano inferiori di circa il 40% rispetto al 2024 e al 2025. Cambiano anche gli strumenti preferiti dagli investitori. Green bond e green loan rappresentano ormai circa il 60% del mercato, mentre arretrano i sustainability-linked bond e loan, le cui emissioni sono crollate del 54% nella prima metà dell’anno. La tendenza indica una crescente preferenza per finanziamenti legati a progetti concreti e verificabili. Resta più debole il contributo delle imprese private, mentre cresce il ruolo del settore pubblico. La finanza sostenibile entra quindi in una nuova fase: meno legata agli obiettivi dichiarati e sempre più concentrata sulla capacità dei progetti finanziati di produrre risultati misurabili.