
Il primo semestre 2026 del Gruppo Fs si chiude con un utile in perdita per 200 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A determinare questo passo indietro nei conti è l’azione combinata della contrazione del Margine operativo lordo per 86 milioni e l’incremento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, che in totale ammontano a -49 milioni, i quali solo parzialmente vengono compensati dai 24 milioni della gestione finanziaria e fiscale. A pesare particolarmente sui risultati del periodo sono gli effetti degli investimenti fatti dal precedente management, ad esempio l’operazione che ha portato, nel marzo scorso, a completare l’acquisto dell’azienda campana Titagarh Firema, specializzata nella progettazione e realizzazione di veicoli ferroviari, per 41 milioni di euro. Ma anche i 180 milioni per rilevare la Ramo d’Azienda di Impresa Pizzarotti & C.
Mosse che hanno contribuito ad alimentare il confronto che ha poi portato all’uscita anticipata, dopo soli due anni, dell’ex amministratore delegato, Stefano Donnarumma, sostituito dallo scorso 13 luglio con Gianpiero Strisciuglio.
All’ex ad di Trenitalia è ora affidato il compito di rimettere sui binari giusti i conti dell’azienda. Che nel semestre tornano in terreno positivo grazie ai ricavi operativi, arrivati a quota 8,9 miliardi, dunque facendo registrare un aumento di circa 678 milioni nel confronto con i primi sei mesi del 2025. Il risultato deriva principalmente da tre fattori: l’incremento per 214 milioni dei ricavi da servizi di infrastruttura ferro e strade, sommati ai 489 milioni di Altri ricavi, facendo la differenza con il -25 milioni del trasporto.
Scorrendo ancora le voci di bilancio, al 30 giugno scorso i Costi operativi di Fs si attestano sugli 8 miliardi di euro, lievitando di 764 milioni per effetto di maggiori costi del personale e variabili relative all’offerta di servizi di trasporto, manutenzioni e gestione dell’infrastruttura. La dinamica tra ricavi e costi determina un Ebitda di 905 milioni di euro, in decremento rispetto ai 991 milioni dell’anno precedente. Anche la performance dell’Ebit è negativa per 58 milioni di euro (erano 77 milioni nel 2025), a causa di maggiori ammortamenti, svalutazioni e rettifiche di valore per 49 milioni di euro.
Infine, gli investimenti tecnici del Gruppo nel semestre crescono del 21%, arrivando a 10,2 miliardi, mentre la Posizione finanziaria netta è pari peggiora salendo a 15,6 miliardi, rispetto ai 12,8 di fine 2025.