
La legge di Bilancio entra ufficialmente nel vivo del suo percorso parlamentare. A Montecitorio l’ufficio di Presidenza della commissione Bilancio della Camera ha definito la tabella di marcia dei lavori su cui si concentrerà il dibattito delle prossime settimane. Parallelamente, a Palazzo Chigi si è tenuto questa mattina un vertice importante tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Il confronto, arrivato alla vigilia del Consiglio dei ministri e all’indomani del deposito del testo della Manovra alla Camera, si è focalizzato sulle principali esigenze del sistema produttivo italiano. Quindi energia e sostegno agli investimenti industriali.
Al termine del colloquio, commentato a margine di un evento promosso da Intesa Sanpaolo e Confindustria con SACE, SIMEST e ICE, il presidente degli industriali ha tracciato un bilancio “positivo” dell’interlocuzione con l’esecutivo. Orsini ha spiegato infatti che durante l’incontro si è parlato di argomenti cruciali per il Paese, a partire dall’industria e dalla legge di Bilancio, passando per un tema ritenuto fondamentale come quello dell’energia. Per Orsini il faccia a faccia è stato “franco, costruttivo” e dal bilancio “sicuramente positivo”.
Il nodo dei costi energetici rimane al centro delle preoccupazioni delle imprese. Secondo Orsini, affrontare il tema dell’energia equivale infatti a parlare direttamente di competitività per il tessuto manifatturiero. Tra le sollecitazioni avanzate da Confindustria figurano “la necessità di un disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas”, oltre all’esigenza di “velocizzare e sbloccare le autorizzazioni per gli impianti di fonti rinnovabili”. A fronte di queste richieste, la premier Meloni ha rassicurato il mondo d’impresa confermando che il Governo “è già al lavoro”.
Nel corso del colloquio, gli industriali hanno ribadito anche l’importanza di delineare una visione di politica industriale a lungo termine, indispensabile sia per l’Italia che per l’Europa. Tra le proposte avanzate spiccano l’estensione dell’iperammortamento al 2029, misura che ha già dimostrato di generare oltre 8 miliardi di investimenti a fronte di un costo per lo Stato di 2 miliardi, la velocizzazione dei contratti di sviluppo e il pieno sostegno alla Zes unica nazionale.
In contemporanea con il dialogo tra Governo e parti sociali, la commissione Bilancio della Camera ha tracciato l’iter parlamentare che guiderà l’esame del provvedimento fino alle votazioni finali. Da lunedì 9 a giovedì 12 novembre via alle audizioni preliminari: l’esame prenderà il via lunedì alle 12 con un ciclo intensivo di 67 audizioni previste. Saranno ascoltati i principali enti istituzionali (Bankitalia, Istat, Inps, Corte dei Conti, Upb, Cnel), i sindacati e le associazioni di categoria. Il ciclo si concluderà giovedì 12 novembre alle ore 16 con l’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Martedì 17 novembre (ore 18), termine per gli emendamenti: fissata la scadenza entro la quale i deputati dovranno presentare tutte le proposte di modifica al testo della Manovra. Lunedì 23 e martedì 24 novembre, ammissibilità e ricorsi: la Commissione comunicherà le decisioni sull’ammissibilità dei singoli emendamenti e gestirà la successiva fase dei ricorsi. Mercoledì 25 novembre, selezione dei segnalati: i gruppi parlamentari dovranno indicare gli emendamenti segnalati destinati alla discussione e alla votazione finale.