Leonardo, gli ordini volano oltre i 60 miliardi nei primi 9 mesi del 2026. Ricavi a +14%

L'Elettronica per la difesa trascina il portafoglio con un +27,8% che contribuisce a raggiungere la cifra di 23,3 miliardi. Mariani: "I risultati confermano la validità del nostro percorso di sviluppo"

Nove mesi del 2026 producono un boom di ordini e utili in decollo per Leonardo. I conti sono chiari: da gennaio a settembre l‘utile netto adjusted tocca quota 812 milioni di euro, in termini percentuali il 74 in più nel confronto con lo stesso periodo del 2025. Non solo, perché i ricavi aumentano del 14%, arrivando a 15,3 miliardi, e l’Ebita registra la cifra di 1,3 miliardi, con un plus del 38 percento.

Ma il vero clou è nella casella degli Ordini che, per la prima volta nella storia dell’azienda, scavallano quota 60 miliardi di euro. “Anche per effetto del consolidamento del business Iveco Group Defence, che ha apportato circa 6 miliardi, assicurando una copertura in termini di produzione superiore a 2,7 anni”, spiega Leonardo. Nei primi nove mesi del 2026, infatti, l’Elettronica per la difesa trascina il portafoglio con +27,8%, contribuendo notevolmente a raggiungere la cifra di 23,3 miliardi. Per la società di tratta di una “conferma del consolidato posizionamento del Gruppo nei mercati in cui opera, con un book to bill nel periodo (rapporto fra gli Ordini ed i Ricavi del periodo) pari a circa 1,5x”.

I numeri realizzati alimentano la fiducia, al punto che Leonardo aggiorna ancora le Guidance 2026 per gli ordini, portandole a un valore rivisto pari a circa 29,5 miliardi, ovvero 1,3 in più rispetto ai precedenti 28,2 miliardi. Inoltre, restano confermate le previsioni di luglio, con i ricavi a circa 22,1 miliardi, il margine operativo lordo 2,21 miliardi e l’obiettivo di Ros in doppia cifra. “I risultati confermano la validità del nostro percorso di sviluppo, caratterizzato da solidità finanziaria, significativa proposizione commerciale, profondità dell’offerta e ampliamento della capacità produttiva”, commenta l’amministratore delegato, Lorenzo Mariani. “Siamo impegnati nel migliorare ulteriormente le nostre competenze – aggiunge – per tradurre la consistenza del portafoglio ordini in una superiore capacità produttiva e di consegna, rafforzando l’efficienza dei processi e l’esecuzione dei programmi, come richiesto dall’attuale scenario di riferimento”.

Andando nel dettaglio delle varie aree, gli elicotteri fanno registrare un +27,7% su base annua degli ordini, +5,4% di ricavi e l’Ebita a +8,4%. L’Aeronautica il 2,8% di ordini in più, ricavi più alti del 7,3% e un risultato operativo addirittura con 91,7 punti percentuali di crescita. Migliora anche lo Spazio, con +2,9% di ordini e aumenti del 10,7% dei ricavi e del 26,7% dell’Ebita. Nel computo, poi, non va dimenticato che nello scorso mese di marzo è stata anche completato l’acquisto di Idv, un’operazione da circa 1,6 miliardi totali.

“L’integrazione e la digitalizzazione delle piattaforme, lo sviluppo delle partnership industriali e una mirata attività di M&A – continua Mariani – sono alla base del Piano strategico che consentirà a Leonardo di giocare un ruolo centrale nel nuovo assetto dell’industria dell’AD&S a livello internazionale e di rafforzare il nostro posizionamento per rispondere all’evoluzione del mercato. Il programma Gcap, le jv con Rheinmetall e Baykar, l’alleanza con Airbus e Thales per la creazione di un operatore europeo nello Spazio, lo sviluppo tecnologico del Michelangelo Dome, l’integrazione di Idv nel sistema Leonardo, l’acquisizione di Raft negli Stati Uniti da parte di Leonardo DRS, rappresentano i passi concreti della nostra visione strategica”. Iniziative, conclude il manager, “che ci consentono di mettere a fattor comune competenze e capacità industriali per supportare la crescita di lungo periodo del Gruppo”.

Per il futuro anche il Cfo dell’azienda, Giuseppe Aurilio, conferma che c’è grande fiducia di poter raggiungere tutti gli obiettivi per il 2026, continuando a “mantenere un andamento più lineare nel corso dell’anno”. Un mood diverso rispetto al passato quando i risultati erano “troppo concentrati” nel quarto trimestre dell’anno.

Aurilio, nella call con gli analisti, tocca anche il tema Aerostrutture, spiegando che i progetti di joint venture sono legati alla situazione geopolitica in Medio Oriente, ma proprio per questo “stiamo lavorando anche al piano di standalone, “che è davvero fondamentale in entrambi gli scenari, sia che si realizzi la partnership sia che non si realizzi”.