Leonardo, risultati 2025 oltre aspettative: ricavi +11% e ordini per quasi 24 mld

Per l'ad Cingolani: "grazie ai target raggiunti abbiamo superato le sfidanti guidance già incrementate nel corso dell’anno”.

Sono tutti positivi e oltre le aspettative i numeri del 2025 di Leonardo. I ricavi balzano a 19,5 miliardi di euro (+11% annuale), gli ordini raggiungono i 23,8 miliardi (+15%) con un backlog che sfiora i 47 miliardi e l’Ebita si attesta a 1,752 miliardi (+14,9%). Quasi si dimezza l’indebitamento netto, scendendo a 1 miliardo dall’1,8 del 2024 (-44,2% annuale e -67% dai 3 miliardi del 2022). Rispetto a 3 anni fa, inoltre, il dividendo cresce del 275% e quest’anno è previsto un aumento del +20% in linea con l’aumento stimato dei ricavi e il rendimento dei competitors. Cifre che superano sia la guidance preliminare del marzo 2025 (con ordini stimati a 21 miliardi e ricavi per 18,6), sia l’aggiornamento di fine luglio (rispettivamente 22,75 e 18,6 miliardi).

Si tratta del compimento di un virtuoso percorso iniziato tre anni fa, durante il quale abbiamo coniugato ad una chiara visione strategica una efficiente esecuzione nei processi per la piena realizzazione della Leonardo one company”, commenta l’amministratore delegato e direttore generale, Roberto Cingolani, confermando che “grazie ai target raggiunti abbiamo superato le sfidanti guidance già incrementate nel corso dell’anno”.

Nella call con gli analisti, Cingolani ha insistito sull’integrazione del portfolio. Rispetto al 2022, il colosso della difesa può contare su una completa digitalizzazione dei segmenti e compete nell’aerospaziale e nella cybersecurity. Un percorso che frutta incrementi annuali dei ricavi a doppia cifra: +10,1% nell’elettronica per la difesa e la sicurezza (a 8,4 miliardi), +11,1% negli elicotteri (5,8) e nell’aeronautica (4,2), +23,1% nel comparto cyber-sicurezza e +11% per il business spazio (1 miliardo). Nel breve termine, si attende il closing (entro marzo) dell’operazione da 1,7 miliardi per l’acquisizione di Iveco Defence, il lancio dei droni all’impianto di Ronchi dei Legionari (Gorizia) grazie alla partnership con i turchi di Baykar e della joint venture su Aerostrutture (entro giugno). L’attenzione maggiore però è rivolta al Piano industriale aggiornato che sarà presentato il 12 marzo a Roma. Nell’attesa, dati i risultati positivi e oltre le stime, il mercato risponde con il proverbiale effetto ‘sell on news’.

A Piazza Affari il titolo Leonardo cede il 3,79%. “Abbiamo inoltre ampliato gli investimenti in Ricerca e Sviluppo per accelerare su tecnologie e soluzioni avanzate, e con l’ingresso di nuove risorse abbiamo rafforzato il patrimonio tecnico-scientifico e di competenze del gruppo” ha commentato Cingolani. Il rendiconto evidenzia un +20% a 3 miliardi di euro, equivalenti al 15% dei ricavi totali.

Di pari passo proseguono anche gli sforzi sulla sostenibilità. Considerando il 2019-2025, periodo in cui i ricavi sono balzati del 41%, le emissioni sono calate del 44%, i prelievi di acqua del 23% e la produzione di rifiuti è stata ridotta del 22%. Nel confronto 2024-2025, le emissioni sono scese dello 0,7%, i consumi idrici segnano un -2,3% (a 4,541 milioni di litri) e i rifiuti prodotti ammontano a poco più di 30.000 tonnellate. Calo marginale (-0,5%) ma comunque ai massimi storici l’energia rinnovabile utilizzata, all’85,8% del totale. “I risultati conseguiti confermano la validità della nostra strategia di riduzione degli impatti ambientali a fronte della crescita del gruppo”, ha spiegato Cingolani.

Nel bilancio di sostenibilità, Leonardo conferma di aver avviato una serie di iniziative di efficientamento della rete idrica, tra cui il programma ‘Smart Water’, che sono volte sia alla riduzione dei consumi che all’aumento della resilienza dei siti produttivi agli effetti dei cambiamenti climatici. In tema di economia circolare, le progettualità più importanti riguardano le carboresine, alcuni materiali ausiliari utilizzati nelle produzioni e soprattutto le materie prime critiche su cui Leonardo ha lanciato il progetto ‘CRM4Defence’. Dal punto di vista energetico, le azioni principali riguardano la continuità degli approvvigionamenti da fonti rinnovabili e l’incremento dell’energia autoprodotta, grazie soprattutto all’entrata in esercizio di impianti di autoproduzione, tra cui quello nel sito di Nola, con una ulteriore riduzione dei prelievi di energia dalla rete esterna.