
Dare prospettive ai mercati pur mostrandosi insensibile alle crescenti pressioni provenienti da Donald Trump: è questa la linea di condotta che dovrà seguire venerdì il presidente della Fed, Jerome Powell, durante un discorso molto atteso. Se il presidente della Federal Reserve (Fed), che dovrà intervenire agli incontri di Jackson Hole, nel Wyoming, non si impegna mai in modo definitivo su una tendenza, uno dei suoi compiti è quello di gestire le aspettative dei mercati, indicando in quale direzione potrebbero andare le prossime decisioni della banca centrale. E in questo caso, la possibilità di un taglio dei tassi durante la riunione prevista a metà settembre, dopo averli mantenuti invariati da dicembre, è ampiamente attesa dagli analisti, secondo lo strumento di monitoraggio CME, FedWatch.
Tuttavia, finora né la conferenza stampa di Powell al termine della riunione di fine luglio né i “verbali” della Fed pubblicati mercoledì hanno fornito alcuna indicazione in tal senso. “Trovo sorprendente che i mercati abbiano tanta fiducia” in un prossimo taglio dei tassi, ha osservato Tim Urbanowicz, analista di Innovator Capital Management, intervistato dall’AFP. “Penso che ciò sia dovuto principalmente al fatto che (Donald) Trump ha ribadito di volere che la Fed abbassi i tassi. Sta esercitando una pressione enorme su Powell”.
Prima ancora del suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente americano aveva sostenuto che i tassi della Fed, attualmente compresi tra il 4,25% e il 4,50%, fossero troppo elevati. Una convinzione che si è rafforzata negli ultimi mesi, durante i quali Donald Trump ha chiesto alla Fed di abbassare i tassi di tre punti percentuali, ritenendo che Powell, da lui soprannominato “Troppo lento”, non stesse facendo ciò che era necessario. A suo avviso, un taglio dei tassi consentirebbe di sostenere la sua politica economica, in particolare i dazi doganali e la riduzione delle tasse per i più ricchi, aumentando l’accesso al credito. “Qualcuno potrebbe dire a ‘Troppo lento’ Powell che sta danneggiando il settore delle costruzioni? La gente non ha più accesso ai mutui immobiliari, tutto indica la necessità di un calo significativo dei tassi. ‘Troppo lento’ è un disastro“, ha scritto nuovamente martedì sera Donald Trump sul suo account Truth Social. Senza successo, tuttavia, finora: nonostante gli attacchi sempre più virulenti, Jerome Powell si è mostrato imperturbabile, ripetendo ogni volta che le decisioni dell’istituzione devono essere basate innanzitutto sui dati economici.
Ma alla fine di luglio sono emerse divisioni tra i membri del Comitato di politica monetaria della Fed (FOMC), con due voci a favore di un taglio dei tassi. Per Michelle Bowman e Christopher Waller, entrambi nominati, come Jerome Powell, da Donald Trump durante il suo primo mandato, l’impatto dei dazi sui prezzi è transitorio, mentre l’economia rallenta e il rischio di un deterioramento del mercato del lavoro si è rafforzato. La Fed ha però una duplice missione, di pari importanza: mantenere l’inflazione a lungo termine il più possibile vicina al suo obiettivo del 2% e garantire la piena occupazione. In questo contesto, sarà particolarmente seguito il discorso di apertura delle riunioni di Jackson Hole di Powell, l’ultimo prima che lasci la presidenza della Fed il prossimo maggio.
Gli analisti cercheranno in particolare qualsiasi indicazione che dimostri un cambiamento nell’equilibrio dei rischi tra inflazione e disoccupazione da parte dell’istituzione, che sarebbe un segnale di un possibile riorientamento della politica monetaria.
Gli ultimi mesi alla guida dell’istituzione si preannunciano complicati per Powell, mentre Donald Trump rafforza il suo controllo sull’istituzione. Il presidente ha già nominato nel Comitato di politica monetaria della Fed uno dei suoi più stretti consiglieri economici, Stephen Miran, che deve ancora essere confermato dal Senato, dopo le dimissioni di un’altra responsabile della Fed, Adriana Kugler. Mercoledì Trump ha attaccato un’altra responsabile, Lisa Cook, la prima donna afroamericana ad essere nominata alla prestigiosa carica di governatrice (nel 2022 da Joe Biden), chiedendone le dimissioni dopo che un collaboratore del presidente l’ha accusata di aver falsificato dei documenti per ottenere un mutuo immobiliare. Nel mirino, la scelta del successore di Jerome Powell, per la quale vengono regolarmente citati altri vicini di Donald Trump, in particolare il suo principale consigliere economico Kevin Hassett.