Spagna e Francia ancora tra le fiamme: 300mila evacuati e decine di migliaia di ettari in fumo

(Foto: profilo X dei @BomberosMad)

Oltre 42mila ettari devastati nella sola Gironda, più di 28mila quelli bruciati nella sola regione di Madrid. Il bilancio dei roghi boschivi che da giorni devastano Francia e Spagna è sempre più elevato. Nella penisola iberica, dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo 172.396,10 ettari di superficie, a causa di 35 incendi di grandi dimensioni. Tra i roghi più estesi di questi giorni si contano quello di Guadalajara (oltre 32.000 ettari), l’incendio tra Ávila e Madrid (15.000 ettari) e quello di Saragozza/Aragona (circa 14.400 ettari).

Quello nella Gironda, in Francia, è ormai il rogo più devastante che la Francia abbia conosciuto negli ultimi cinquant’anni, superando di gran lunga quello di Landiras – nella stessa zona – che nel luglio 2022 aveva bruciato 12.552 ettari. Dall’inizio dell’anno, sul territorio nazionale francese sono andati in fumo circa 40.000 ettari di vegetazione.

SPAGNA. Sul fronte spagnolo, si contano almeno 84 vigili del fuoco feriti ma nessuna vittima tra la popolazione civile. Una ventina di persone ha avuto bisogno di ossigeno nella Comunità Valenciana. Sul campo stanno lavorando senza sosta migliaia di soccorritori. I dati diffusi dai posti di comando avanzati e dalla Protezione Civile indicano una cifra record di evacuati: si tratta di circa 90.000 persone coinvolte (89.763 censiti in 46 diversi nuclei di popolazione). I picchi più critici si registrano nella provincia di Ávila (con circa 30.000 evacuati solo nella valle del Tiétar) e nella Comunità di Madrid, dove tra le altre cose è stato necessario evacuare d’urgenza oltre 1.300 anziani e disabili da 5 diverse residenze sanitarie assistenziali. Altri 12 comuni sono stati evacuati a Castellón (nella zona del parco naturale della Sierra de Espadán).

Un dato numerico totale e definitivo sugli edifici coinvolti non è ancora stato formalizzato dal Governo centrale perché molti fronti sono considerati “fuori dalla capacità di estinzione” e non è possibile fare una conta sicura sul terreno. Tuttavia, le delegazioni del governo di Madrid e Castellón segnalano la distruzione di decine di case, aziende agricole, rimesse e stalle. La viabilità è pesantemente compromessa: la Dirección General de Tráfico (DGT) segnala lo stop alla circolazione e la chiusura di 43 strade secondarie in tutto il Paese per motivi di sicurezza.

Il presidente spagnolo, Pedro Sanchez,  ha annunciato uno stanziamento di altri 10 mln per realizzare rifugi climatici e la costituzione di un gruppo di esperti scientifici contro “improvvisazione, pregiudizi o bufale diffuse sui social media”. “Servono soluzioni urgenti per costruire una Spagna più sicura e vivibile, preparata alle sfide future. Il Patto di Stato di fronte all’emergenza climatica è una priorità nazionale – ha spiegato in conferenza stampa – che riguarda tutti noi. Questa battaglia non si vincerà con un governo che agisce da solo. Si vincerà con un Paese unito, consapevole di ciò che è in gioco e determinato a proteggere il proprio territorio, il proprio futuro e la vita dei propri cittadini”.

FRANCIA.  Il fronte principale in Gironda è progredito in modo violentissimo nel fine settimana a causa di un raro fenomeno di “orage de feu” (una tempesta di fuoco che auto-alimenta i propri venti), stabilizzandosi solo parzialmente nelle ultime ore. Altri 3.500 ettari sono bruciati nel confinante dipartimento delle Landes, tra Biscarrosse e Parentis-en-Born. Il numero delle persone costrette a lasciare le loro case è senza precedenti: si tratta di una delle più grandi operazioni di evacuazione di massa mai organizzate in Francia per un incendio forestale. Le persone allontanate hanno raggiunto quota 220.000 nel solo dipartimento della Gironde. Interi comuni a ridosso della cintura di Bordeaux (come Marcheprime, Cestas, Le Barp, Biganos) e di Cap Ferret sono stati evacuati o posti in pre-evacuazione d’urgenza. A questi si aggiungono 40.000 sfollati nel dipartimento delle Landes.

Grazie alla tempestività dei piani di evacuazione preventiva della Sécurité Civile, non si registra nessuna vittima civile. Il bilancio è purtroppo pesante sul fronte dei soccorritori: si contano 75 vigili del fuoco feriti in totale (di cui 42 nel fronte principale della Gironde e 5 nelle Landes), con una decina di pompieri ospedalizzati per ustioni più serie o intossicazioni gravi da fumo.

La Préfecture della Gironde ha confermato che il fuoco, estremamente imprevedibile, ha superato le linee di difesa inghiottendo e distruggendo interamente 240 abitazioni (oltre a auto private e rimesse agricole) nei settori più colpiti tra Lège-Cap-Ferret e Marcheprime.

L’AIUTO INTERNAZIONALE. L’Ue ha mobilitato aiuti nell’ambito del Meccanismo di protezione civile europeo.  In Francia, l’Ue ha dispiegato sette aerei e quattro elicotteri provenienti da Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Turchia. La maggior parte di questi velivoli fa parte della flotta antincendio rescEU. In Spagna, l’Ue ha mobilitato sei aerei provenienti da Grecia, Italia e Turchia, e ha dispiegato 134 membri del personale e 41 veicoli provenienti dal Portogallo. Anche il servizio satellitare Copernicus dell’Ue sta fornendo mappe di emergenza aggiornate per sostenere l’intervento sul campo. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue rimane in stretto contatto con le autorità francesi e spagnole per valutare quale ulteriore sostegno possa essere potenzialmente mobilitato, mentre un funzionario di collegamento della Commissione europea si trova a Bordeaux per aiutare le autorità nazionali a coordinare l’assistenza dell’Ue.