Musumeci in Toscana. Giani: Stima danni alluvioni intorno ai 2 miliardi

Due miliardi. A tanto potrebbero ammontare i danni delle ultime alluvioni in Toscana.

Il governatore, Eugenio Giani, riceve a Campi Bisenzio il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, il capo Dipartimento Fabrizio Curcio, con il sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente Anci Toscana Matteo Biffoni, il sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri e l’assessora regionale alla Protezione civile Monia Monni.

La Toscana chiede attenzione e risorse, con urgenza quelle per le prime necessità. I danni non si possono ancora del tutto quantificare, ma il presidente della Regione raccoglie e somma le richieste dei sindaci. “Servono fondi per i primi soccorsi, per gli argini, per tutte le situazioni che ci chiederanno un domani i cittadini che hanno perso tutto”, scandisce. Chiede il decreto legge come accaduto in Emilia Romagna, per dare al commissario più poteri in deroga.

Musumeci suggerisce di fare tesoro di quanto accaduto, puntando sulla prevenzione e promette una visita della premier, Giorgia Meloni, a breve. “Eventi estremi come quelli registrati nei giorni scorsi in Toscana – spiega – non possono più essere considerati straordinari. Serve quindi una buona attività preventiva, capace di mitigare i rischi naturali a cui è esposto il territorio”. Intanto, assicura, “lavoriamo tutti insieme – Governo, Regione, Prefetture ed Enti locali – per superare presto l’emergenza e restituire serenità e fiducia a famiglie e imprese”.

Tre sono i fronti fondamentali: gli interventi di somma urgenza (ricostruzione degli argini e messa in sicurezza del territorio), l’assistenza alle famiglie che hanno subito danni e l’attenzione alle imprese colpite. Nell’area dei trenta Comuni toccati dall’emergenza si trovano manifatture centrali per il comparto moda e per l’export del Paese. Oltre 30mila, tra famiglie e imprese, sono state colpite direttamente dalle esondazioni. “Fino ad oggi c’è stata una stretta collaborazione con il Governo, e vorrei continuasse per poter dare risposte concrete alle persone. La volontà è quella di uscirne tutti insieme“, scandisce Giani, che invoca uno spirito di collaborazione. “Spero che prevalga questo clima rispetto alla prospettiva delle polemiche“, afferma.

Integrare le risorse che messe a disposizione finora, è il piano di Giani, per poter completare i lavori di somma urgenza, mettere in sicurezza il reticolato idrico minore e poi, ribadisce, “abbiamo bisogno che si traduca l’ordinanza anche in legge per poter sospendere i contributi previdenziali, i pagamenti, le imposte perché chi è stato danneggiato possa vivere con uno spirito di supporto la prospettiva di ricostruzione”.

Maltempo, in Toscana colonne e volontari dal resto d’Italia. Giani: “Non siamo soli”

La Toscana prova a ripartire. Piegata da un numero di danni che non è ancora possibile quantificare, riceve la solidarietà del resto d’Italia.

Dodici Regioni con le colonne mobili e duemila persone sono corse in aiuto, per gestire il passaggio dall’emergenza alla ricostruzione. Il ministro della protezione civile, Nello Musumeci sarà a Campi Bisenzio lunedì, accompagnato dal capo dipartimento Fabrizio Curcio, per un incontro con le istituzioni e le strutture operative.

Intanto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, firma dieci decreti per sostenere il comparto agroalimentare messo in ginocchio dalle violente grandinate, nel resto della Penisola, che hanno messo a rischio le produzioni delle Regioni Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria e Molise.  “Un aiuto concreto alle aziende colpite da eventi meteorologici eccezionali degli scorsi mesi: questo rappresentano i dieci decreti che ho firmato. Abbiamo accolto le richieste arrivate dai territori danneggiati che otterranno un sostegno specifico attraverso il Fondo di solidarietà nazionale“, spiega.

Ma il Masaf è impegnato per aiutare le attività agroalimentare anche in Toscana. “Non appena avremo un quadro più completo dei danni, saremo ancora una volta pronti a dare ai cittadini e ai lavoratori le risposte e i sostegni che meritano“, assicura Lollobrigida. “Con circa 50 milioni di euro di danni nelle campagne è corsa a salvare produzioni agricole, macchinari e scorte di grano e concimi risparmiate dall’alluvione”, prevede la Coldiretti. Ma la stima è in continuo aggiornamento e tiene conto dei danni diretti e visibili alle strutture agricole e produzioni perse o danneggiate alla quale vanno aggiunti i quelli indiretti provocati dalle difficoltà di rispondere alle richieste dei clienti stranieri che, soprattutto per i vivai, potrebbero decidere di rivolgersi altrove.

Il governatore Eugenio Giani fa il punto con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessora alla protezione civile, Monia Monni. Emiliano è presente con la colonna mobile della Puglia, ma è anche vice presidente della conferenza delle Regioni. Insieme alla Puglia anche Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria, Val d’Aosta. “Grazie di cuore – scandisce Giani – quando parliamo di collaborazione e sinergia in un momento drammatico, questo è un esempio”. Ora si passa alla fase dell’intervento minuto, dallo sgombero alla pulizia: “Abbiamo bisogno di tanto personale, ma anche di qualità”, afferma.

Più a Nord, la Liguria dichiara lo stato d’emergenza regionale per far fronte ai danni causati dal maltempo e dalle mareggiate che hanno investito il territorio a partire dal 24 ottobre. Domani in Giunta verranno stanziati fondi per 1,5 milioni di euro, che serviranno a coprire le spese sostenute dagli Enti locali per far fronte alle prime emergenze e alle somme urgenze. “Il nostro Dipartimento di Protezione civile sta facendo il punto sui danni insieme ai Comuni: stimiamo circa 30 milioni di euro di danni al solo patrimonio pubblico, cui si aggiungeranno poi i danni subiti da privati cittadini e attività produttive“, fa sapere il governatore, Giovanni Toti, che comunque chiederà anche al Governo di inserire la Liguria nello stato d’emergenza nazionale istituito nelle prossime settimane, facendo una prima “ricognizione speditiva” dei danni, per poter risarcire anche i privati.

Gli avvertimenti dell’Ispra in Toscana e la ‘tara antropologica’ di Musumeci

Era maggio, si dibatteva del disastro in Emilia Romagna e l’Ispra aveva redatto una mappatura dei comuni a rischio alluvione – tra gli altri – in Toscana. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale aveva avvisato che il pericolo alluvioni riguardava il 100% dei residenti a Pisa e Cascina, a Chiesina Uzzanese, Ponte Buggianese e Agliana in provincia di Pistoia, a Campi Bisenzio in provincia di Firenze. Il tutto arricchito da una interessante e dettagliatissima mappa interattiva: usavi il cursore, puntavi una provincia e saltava fuori il numero della paura. Prato? Quota della popolazione esposta al rischio di alluvione il 96,1%. Scandicci? 92%. E così via fino al 100% di Campi di Bisenzio. Non proprio imprevedibile, insomma, come una nevicata a Rio de Janeiro. Semplicemente e tragicamente è venuta giù l’iradiddio di acqua in Toscana e quei comuni attenzionati sono andati sotto. Fine.

Senza girarci troppo intorno, la domanda che sorge spontanea è questa, così automatica da sembrare banale: cosa si è fatto da maggio a oggi? Che tipo di precauzioni si sono prese per evitare che la Toscana diventasse l’Emilia Romagna di questo umido autunno? Nulla, pare di capire. E allora per rispondere a una domanda che rischia di rimanere sospesa nell’aria come i palloni aerostatici, prendiamo a prestito una frase pronunciata dal ministro per la Protezione civile e per il Mare, Nello Musumeci. Dice il ministro: “Serve un’educazione ambientale, serve la cultura del rischio. Quella della prevenzione è un mio chiodo fisso. Noi siamo abituati a ricostruire, non a prevenire. E’ una tara antropologica”.

Questa ‘tara’, quella tendenza al non prevenire, per adesso ha fatto cinque morti in Toscana. E a questa ‘tara’ crediamo che qualcuno debba porre rimedio subito, non tra un anno, non tra qualche mese, non dopo. Perché il climate change c’è, perché ogni settimana siamo testimoni di una tropicalizzazione del meteo, perché se è importante costruire ponti sul futuro è determinante avere cura di cosa c’è già per evitare che una provincia, una regione, una nazione si trovi con le ginocchia nell’acqua oltre al contrario. Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria sono le regioni che non possono vivere a cuor leggero il dissesto idrogeologico. Sarebbe auspicabile non dover più citare Fabrizio De André: “Lo Stato che fa/si costerna/s’indigna/s’impegna/poi getta la spugna con gran dignità“.

Maltempo, nuova strage: morti e dispersi in Toscana. Da Consiglio dei ministri ok a stato d’emergenza

(Photocredit: Eugenio Giani/Facebook)

E’ di almeno 6 morti e sei dispersi il bilancio delle vittime del maltempo in Toscana. Due persone sono morte a Montemurlo, in provincia di Prato, e una a Rosignano, nel Livornese. Un uomo di 84 è stato trovato senza vita all’interno della sua casa in frazione Bagnolo, una donna è morta mentre cercava di liberare la sua casa dall’acqua a Rosignano e la terza vittima è stata registrata ancora a Montemurlo. Due persone risultano disperse a Campi Bisenzio, due nel comune di Vinci e due a Lamporecchio, in provincia di Pistoia. E da ieri si sono perse le tracce anche un vigile del fuoco nel Bellunese. “Non scendete in strada. Non circolate con l’auto, chi può raggiunga i piani alti delle case”, dice il governatore della Regione, Eugenio Giani, che per tutta la notte ha fornito informazioni alla popolazione anche via social. Secondo le stime snocciolate dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in Toscana sono oltre 48mila gli utenti senza energia, con 450 tecnici Enel al lavoro.

OGGI LO STATO DI EMERGENZA IN CDM. Il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, aveva annunciato che avrebbe portato in Consiglio dei ministri lo stato di emergenza nazionale per la Toscana. E così è stato. Il Cdm ha dato il via libera per il territorio delle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato. “Chiaramente – ha spiegato la presidente Melonila solidarietà e cordoglio di tutto il Consiglio dei ministri, dell’Italia intera per le famiglie di queste vittime“, ma nel testo viene affrontato anche il tema “dell’allagamento e l’isolamento di diverse località, diverse famiglie sono state costrette a evacuare dalle loro abitazioni“. La premier, poi, ha spiegato: “Stamattina ho sentito la Protezione civile, il ministro Musumeci, il presidente Giani e abbiamo deciso di delirare lo stato d’emergenza, prevedendo un primo stanziamento di 5 milioni di euro, che serve a garantire le misure d’intervento più urgenti“.

IL CORDOGLIO DELLA POLITICA. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, nell’esprimere “cordoglio e vicinanza”, spiega che “questa situazione ci ricorda quanto sia doveroso investire sull’adattamento e sulla messa in sicurezza del territorio, che soffre fenomeni climatici sempre più estremi”. E cordoglio è stato espresso anche dal presidente del Senato, Ignazio la Russa: “È con dolore – dice – che ho appreso la notizia delle tre vittime e dei sei dispersi a causa del maltempo che ha colpito la Toscana. Nel porgere le mie sentite condoglianze ai familiari e la mia vicinanza al Presidente della Regione Eugenio Giani, desidero ringraziare quanti in queste ore si stanno adoperando per gestire al meglio l’emergenza”. “Giungano le mie sentite condoglianze – dice invece il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana – alle loro famiglie e la mia vicinanza alle istituzioni locali. Rivolgo un particolare ringraziamento ai soccorritori che stanno operando incessantemente per aiutare le popolazioni colpite”. 

FRANE E DECINE DI FIUMI ESONDATI Nella tarda serata di giovedì la protezione civile ha inviato gommoni a Seano, Quarrata e Campi Bisenzio, zone difficilmente raggiungibili in altro modo per provvedere al sopralluogo di prima urgenza. Sono esondati i fiumi Bisenzio a Santa Maria a Campi, il Marina a Villa Montalvo, il Bagnolo a Montemurlo, il Furba a Seano, il Fosso Reale sull’Agna a Montale, la Stella a Casini di Quarrata, il Bardena e il torrente Iolo. Livelli in calo su Ombrone Pistoiese e Bisenzio ma la situazione è ancora molta critica. Frane importanti tra San Quirico, Sassetta e sul Montalbano. A Prato sono chiusi tutti i ponti a causa esondazione Bisenzio in zona Santa Lucia. Aperta cassa d’espansione dell’Ombrone e frane varie. Chiusa ancora l’autostrada tra e Prato ovest e Pistoia per allagamento della carreggiata. A Campi Bisenzio vi è stata una rottura arginale della marina in zona villa Montalvo con tracimazione del Bisenzio al ponte della Rocca da entrambi i lati. In questo momento il livello del Bisenzio sta calando. A Stabbia (Cerreto Guidi) e Campi Bisenzio ci sono zone difficilmente raggiungibili con zone ancora senza elettricità e connessione e ci sono squadre sul posto che stanno intervenendo. A Pistoia vari allagamenti nei comuni della provincia a causa di esondazioni di torrenti: Pistoia, Agliana, Quarrata e Serravalle Pistoiese colpiti da allagamenti a causa degli affluenti dell’Ombrone. A Lamporecchio, Larciano e Monsummano Terme situazione di vari allagamenti. Frane sul San Baronto.
A Quarrata la situazione particolarmente più complessa dove parte del centro abitato è allagato. A Calcinaia 30 famiglie evacuate, 6 famiglie a San Miniato. A Pontedera l’allagamento più importante che ha colpito anche l’accesso dell’ospedale di Pontedera. La situazione è in via di risoluzione. Situazione di smottamento diffusi in tutta la provincia di Pisa con chiusura di strade provinciali e comunali. Aperto l’ingresso allo svincolo tra Pontedera e Ponsacco.

maltempo

La tempesta Ciaran fa paura: nubifragi e venti di burrasca

La tempesta Ciaran fa paura in Italia e nel resto d’Europa. A essere più esposte sono le regioni del Nord della penisola e del Nord del continente.

Non sono solo le piogge a preoccupare, ma anche il vento, con raffiche di burrasca di Libeccio e Scirocco che in alcuni punti superano i 90 chilometri orari, abbattendosi con violenza sulle coste tirreniche e su quelle dell’alto Adriatico. Liguria, Lombardia, medio alto Veneto e Friuli Venezia Giulia le Regioni più colpite dai nubifragi.

L’Italia è “un vascello in balìa degli eventi meteo”, denuncia l‘Anbi, in cui “solo la buona sorte ha impedito nei giorni scorsi di trasformarsi in disastri annunciati, limitando i pur sempre grandi disagi degli allagamenti“. L’Associazione precisa comunque che “resta alta la preoccupazione per quanto potrà registrarsi nelle prossime ore”. A testimoniare le emergenze sfiorate sono i dati del report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche: le perturbazioni si sono concentrate soprattutto sulle aree montane dell’Emilia Romagna, della Toscana e della Liguria per poi spostarsi a Nord, coinvolgendo la Lombardia ed il Triveneto, dove le cumulate di pioggia hanno superato i 100 millimetri in una manciata di ore, facendo alzare il livello dei corsi d’acqua ben oltre la soglia di guardia.

E’ allarme nelle campagne, avverte Coldiretti, dove le coltivazioni ingannate dall’autunno caldo sono più sensibili al maltempo e al brusco abbassamento delle temperature. Il freddo arriva infatti in un 2023 che si posiziona nel nostro Paese al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1800 con una temperatura superiore di 0,82 gradi la media storica da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800, con l’anomalia climatica che è stata di +1,02 gradi al Nord.

In Trentino Alto Adige, interessato da piogge intense, si sono verificati diversi fenomeni di colate, smottamenti, crolli di roccia, seguiti dai vari Servizi tecnici della Provincia che hanno effettuato sopralluoghi sul posto e disposto gli interventi. Sono sotto attenzione i possibili effetti delle piogge sui terreni già saturi. Costantemente monitorati anche fiumi, corsi d’acque e dighe.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, riunisce l’Unità di Crisi a Marghera. II Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale comunica che, per criticità idrogeologica, è stata dichiarata la fase operativa di ‘Allarme’ (Rossa) fino a mezzanotte del 4 novembre nei bacini idrografici Vene-A Alto Piave (BL), Vene H Piave Pedemontano (BL – TV), Vene B Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone (VI – BL – TV–VR), Vene-C Adige-Garda e Monti Lessini (VR). Per la stessa criticità e negli stessi orari e stata dichiarata la fase operativa di ‘Preallarme’ (Arancione) nei restanti bacini. Contemporaneamente, per criticità idraulica, è stata dichiarata la fase operativa di “Preallarme” (Arancione) in tutti i bacini della regione. Chiuse le scuole per la giornata di domani nei Comuni in Zona Rossa, ovvero tutta la Provincia di Belluno e le aree interessate delle province di Treviso, Vicenza e Verona.

In Liguria Giovanni Toti ricorda che nelle ultime tre settimane “sono caduti più di 500 mm di pioggia il territorio ha tenuto bene“. Sono stati segnalati innalzamenti significativi del Vara a Nasceto, nello Spezzino, dove è stato superato il livello di guardia e si è prossimi al superamento della soglia di esondazione, con possibili criticità attese nelle zone limitrofe alla stazione di monitoraggio. Innalzamento significativo osservato anche più a valle nell’idrometro di Brugnato e il superamento della soglia di guardia anche per l’Aveto a Cabanne. Sui rilievi venti meridionali d’intensità media di tempesta, localmente di uragano con raffiche oltre 150 km/h.

Sulla Toscana Nord-Ovest è rischio idraulico e idrogelogico fino a domani. Allerta arancione anche per mareggiate su costa centrale e Arcipelago e per vento forte su costa, Alto Mugello e Valle del Reno. Allerta gialla per temporali, rischio idrogeologico, vento forte e mareggiate sul resto della regione nella giornata di domani, venerdì 3. Forti piogge e raffiche di vento anche sull’Argentario, dove sono stati superati i 100 km/h e a Viareggio con venti a 83km/h. “Sotto osservazione i fiumi, sul Magra rapido aumento, poco sopra la seconda soglia a Villafranca, con previsione di ulteriore aumento visto le piogge in corso e prossime, picco di piena previsto in serata. Il livello del Serchio è vicino alla prima soglia, picco di piena previsto nella notte a Lucca. In rapido aumento anche il fiume Versilia viste le forti piogge cadute nel bacino a monte“, comunica su Telegram il governatore Eugenio Giani.

Sulle aree appenniniche del settore occidentale precipitazioni intense e persistenti, anche a carattere temporalesco, hanno coinvolto anche le zone montane del settore centro-orientale e le aree di pianura dell’Emilia Romagna. Confermata l’allerta arancione anche per domani, per le piene dei corsi d’acqua, frane e vento, a seconda della zona. Allerta gialla per la costa ferrarese e romagnola, per la bassa collina e la pianura romagnola.

Anche a Napoli chiuse le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado e i cimiteri, anche privati. Lo ha deciso il sindaco, Gaetano Manfredi, con un’ordinanza che segue l’avviso di allerta per previste condizioni meteorologiche avverse diramato dalla sala operativa regionale unificata (Sory) della Protezione Civile della Regione Campania per il rischio meteo.

Nel resto d’Europa, il più grande terminal di importazione di carbone del continente – il terminal Emo nel porto di Rotterdam – ha sospeso le operazioni. “Il terminal è chiuso e non siamo in grado di scaricare o ricaricare“, ha sottolineato a Montel la fonte del terminal. Questo per i forti venti provenienti da Ciaran, che hanno colpito la zona nordoccidentale la notte scorsa, con velocità del vento di oltre 200 km/h registrate in alcune parti della regione. Le previsioni marittime del Met Office del Regno Unito mostravano “bufere da forti a violente tempeste” al largo delle coste olandesi, ricorda Montel.

In Francia è allerta rossa in Côtes-d’Armor e Manche, mentre il Finistère è tornato arancione. In totale, 24 dipartimenti sono in vigilanza arancione. “I venti più violenti riguardano ormai la Côtes-d’Armor e il Canale della Manica“, precisa Météo-France, che parla di numerosi record di vento battuti durante la notte in Bretagna. Circa 1,2 milioni di case sono rimaste senza elettricità nel nord della Francia, di cui 780.000 in Bretagna, dopo il passaggio della tempesta Ciaran, con raffiche di vento registrate a più di 170 km/h. Lo ha annunciato il gestore della rete Enedis, spiegando che la tempesta Ciaran “ha causato gravi danni alla rete pubblica di distribuzione elettrica nel nord-ovest del paese“.

Nubifragio a Milano, esonda il Seveso. Allerta rossa per l’Adige

(Photocredit: Marco Granelli/Facebook)

La forte perturbazione che ha colpito l’Italia settentrionale non ha risparmiato Milano. Dopo le intense piogge di lunedì pomeriggio, un violento nubifragio con tuoni, tempesta di fulmini e raffiche di vento si è abbattuto sul capoluogo lombardo a partire dalle 4.30 di martedì mattina. Una “bomba d’acqua di notevoli dimensioni”, come ha riferito il sindaco Beppe Sala. Nella notte è iniziata l’esondazione del Seveso, che ha causato notevoli danni alla circolazione del trasporto pubblico locale: gli allagamenti, iniziati nella zona nord con viale Fulvio Testi e viale Sarca, nel corso della mattinata si sono estesi fino al quartiere Isola e al sottopassaggio della stazione Garibaldi in via Guglielmo Pepe. I disagi maggiori in in zona Niguarda. Pesanti i disagi anche per le linee Atm: la M3 è stata interrotta per acqua in galleria, tra Zara e Centrale, diverse linee di superficie deviate per allagamenti e alberi caduti. “L’evento è durato circa sei ore e ha portato a un flusso di acqua sulla città di 60/70 m³ al secondo, a fronte di una capacità di assorbimento delle nostre tombinature di circa 40 m³ al secondo. Fra un mese avremo a disposizione la vasca di Bresso, avrebbe aiutato molto”, ha spiegato Sala.

TRASPORTO PUBBLICO IN TILT. Come riferisce Atm alcune linee stanno cambiando servizio. In particolare, il tram 1 erso Roserio devia e salta le fermate tra corso Sempione/via Procaccini e via Espinasse/via Palizzi. Tram 5 non fa servizio tra via Vitruvio/via Settembrini e l’Ospedale Maggiore, tram 7 non fa servizio da viale Fulvio Testi/Santa Monica a piazzale Lagosta.
Il tram 10 non fa servizio tra il Cimitero Monumentale e Lunigiana e il 14 tra piazza Diocleziano e il Cimitero Maggiore. Il 19 non fa servizio tra piazza Sei Febbraio e piazza Castelli, il 33 tra via Farini/via Ugo Bassi e Lagosta.
Problemi anche per il bus 42, che devia e salta le fermate tra piazza Farina e via Fulvio Testi/via Santa Marcellina e per il 60 che non fa servizio tra piazzale Lagosta e il capolinea di viale Zara.
Per i filobus 90, 91 e 92 circolazione rallentata per alberature danneggiate lungo la linea. Non passano in viale Sarca e deviano su via Fulvio Testi i bus 727 e 728, mentre il 729 verso Comasina devia e salta le fermate tra via Monte Grappa/via Picardi e via Gorki (Cinisello).

170 INTERVENTI DEI VIGILI DEL FUOCO IN LOMBARDIA. Sono oltre 170 gli interventi fatti dai vigili del fuoco in Lombardia dalle 4 di questa notte per allagamenti di strade, sottopassi e scantinati di edifici: maggiori criticità a Milano e nel monzese dove a Meda è esondato il fiume Tarò. A Brescia, a causa del raggiungimento del livello di guardia della diga di Dazarè sul lago d’Idro, alla mezzanotte è stata disposta l’apertura delle chiuse per mantenere le condizioni di sicurezza della struttura. In previsione di una possibile esondazione del fiume Caffaro sono state evacuate 250 persone a Bagolino e 100 persone a Ponte Caffaro.

SALVINI MONITORA LA SITUAZIONE. Il vicepremier Matteo Salvini, “segue con la massima attenzione le ripercussioni del Maltempo su infrastrutture e trasporti”. Salvini, spiega il Mit, ha raccomandato chi di dovere di “informare tempestivamente i viaggiatori di eventuali rallentamenti ed ha auspicato il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile”. Salvini e i suoi uffici stanno monitorando anche le situazioni più critiche nelle province di Piacenza e Parma.

ALLERTA MASSIMA PER IL LAGO DI COMO. Nella notte è cresciuto rapidamente il livello del lago di Como oltre la soglia di esondazione. I volontari hanno montato le barriere mobili su Lungo Lario Trento e Trieste davanti a piazza Cavour, e questo ha comportato un restringimento di carreggiata. La strada è al momento percorribile, anche se rallentamenti saranno inevitabili. Come riferisce la protezione civile, verrà posizionata anche la grossa idrovora della colonna mobile in piazza Cavour per cercare di controllare il livello della falda acquifera. In giornata il livello è destinato a salire.

PIENA DEL SECCHIA ALLA SOGLIA 2. Continua l’ondata di maltempo anche in Emilia Romagna. Le precipitazioni delle ultime ore, ancora in atto sul crinale appenninico, stanno alimentando da monte le piene sui bacini del settore occidentale della regione, che sono in lento esaurimento su Trebbia, Nure, Parma, con livelli quasi stazionari nei tratto vallivi. La piena di Secchia si sta propagando nel tratto vallivo con livelli superiori alla soglie 2. Si prevede l’esaurimento delle precipitazioni nella mattina. Lo rende noto Arpae.

EVACUAZIONI IN TRENTINO. Proseguono gli interventi legati alle forti piogge in corso che hanno causato frane, allagamenti ed esondazioni in diverse località del Trentino. A causa delle esondazioni di diversi corsi d’acqua, tre abitazioni sono state evacuate a Nago Torbole in località Tempesta, mentre una famiglia ha lasciato la propria casa a Tiarno di Sopra in località Licalì, dove era bloccata a causa di una frana. Nella zona industriale di Storo, un nucleo familiare è stato costretto ad abbandonare per qualche ora la propria residenza in seguito all’esondazione del torrente Palvico. A Pieve di Ledro alcuni residenti hanno lasciato invece i pianterreni e i piani rialzati. Al fine di favorire il deflusso del Rio Salone, ad Arco, è stato demolito con un escavatore un ponte pedonale di proprietà comunale. Infine, attraverso le operazioni di contenimento della portata sulla diga di ponte Pià è stata ridotta la portata della Sarca.

Il picco è avvenuto questa notte e sinora sono caduti mediamente 70 – 110 mm con punte superiori a 150 mm (con punta massima di 188 mm in val Rendena al Doss del Sabion). Dopo una pausa nelle ultime ore, i radar mostrano temporali in movimento verso nord. Per ragioni di sicurezza è stata chiusa la Trento – Malè nella piana Rotaliana.

La linea ferroviaria è stata interrotta nel tratto tra Trento e Mezzolombardo alla confluenza tra Adige e Noce a causa dell’arrivo della piena dell’Adige all’altezza di San Michele. Sono previsti bus sostitutivi almeno fino a mezzogiorno. Interrotta anche la linea della Valsugana tra Trento e Pergine per caduta massi, anche in questo caso sono attivi i bus sostitutivi fino al centro perginese, da lì la circolazione su rotaia è regolare fino a Bassano. Agli allagamenti e smottamenti già registrati nella notte, si aggiungono l’esondazione del rio Val Ussaia a Mezzana, in val di Sole, e copiosi attraversamenti di acqua e ghiaia sulle strade, in particolare sulla SP 88 della Val di Gresta da Ronzo Chienis a Loppio. Dalla tarda mattinata è atteso un rinforzo dei venti da nord con raffiche di Foehn in valle, localmente fino a circa 60 – 80 km/h. Le temperature sono in diminuzione, lo zero termico è posto a 2600 metri così come la quota neve è in calo fino a 2000 metri circa. Per le prossime due ore si prevedono rovesci sparsi o diffusi, localmente anche intensi e temporaleschi in esaurimento dalla tarda mattinata. Sono attesi mediamente altri 5-30 mm di pioggia, ma in alcune località si verificheranno rovesci più intensi.

DANNI A EDIFICI IN TOSCANA. Notte di maltempo anche in Toscana. Nella tarda serata di ieri sono stati numerosi gli interventi del sistema regionale nelle province di Massa-Carrara, Lucca e in parte anche di Livorno: cadute di alberi, danni alla viabilità, allagamenti localizzati, danni ad alcuni edifici con lesioni alle coperture. In corso il ripristino di alcune utenze rimaste senza elettricità in Lunigiana e Garfagnana. “Sotto controllo il livello dei fiumi – riferisce il governatore Eugenio Giani – nelle prossime ore possibili nuovi temporali ma meno intensi”.

ALLE 13 CESSA ALLERTA IN LIGURIA. In Liguria è cessata l’ allerta nelle zone B, E (Genovesato e savonese; valli Trebbia, Aveto e Scrivia). Rimane, invece, l’allerta gialla nella zona C (Tigullio e spezzino e Magra, Vara, Entella) fino alle ore 13.00 di oggi, martedì 31 ottobre.

IN VENETO –  la Protezione civile regionale ha diffuso un nuovo avviso di criticità valido dalle 14 di oggi alle 20 di domani, 1° novembre. Le previsioni meteo indicano residue precipitazioni nel primo pomeriggio di oggi, nel complesso di modesta entità, salvo qualche locale rovescio. Nel resto della giornata precipitazioni assenti. Fino a parte del pomeriggio i venti saranno ancora tesi e a tratti forti, anche con raffiche, su costa, pianura centro meridionale, zone prealpine e pedemontane centro occidentali. Dato lo scenario, è stata definita una criticità idraulica rossa nelle zone Adige-Garda e Monti Lessini, e Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige riferita alla piena dell’Adige. In queste stesse zone, è previsto un innalzamento significativo del livello dei principali corsi d’acqua; probabile superamento della prima soglia idrometrica su Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Basso Brenta -Bacchiglione, Basso Piave, Sile e bacino scolante in laguna, della seconda soglia idrometrica su Livenza, Lemene e Tagliamento e della terza soglia idrometrica sulle zone Adige-Garda e Monti Lessini, e Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige, con inondazione delle are limitrofe e golenali; sulle zone in allerta rossa – ancora la nota – sono possibili scenari rilevanti: erosione delle sponde, tracimazione, sifonamento, rotture arginali, sormonto di ponti e altre opere.

Maltempo, allerta rossa nel nord Italia. Crolla un ponte nel Parmense, frane in Liguria

(Photocredit: Anas)

Famiglie evacuate, frane, smottamenti, ponti crollati. Il nord Italia è stato travolto da una nuova e violenta ondata di maltempo, che ha colpito in modo particolare Emilia Romagna, Liguria e Toscana; ma la protezione civile ha lanciato l’allerta rossa per martedì 31 ottobre anche per il Veneto, in modo particolare Alto Piave, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, Piave pedemontano. Nel resto del Paese allerta arancione per rischio idrogeologico, idraulico e per temporali in sei regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Liguria e Toscana) e gialla in altre 11 regioni.

Nel Parmense la situazione più critica: un ponte sul Taro, a Ozzanello, nel comune di Terenzo, è parzialmente crollato a causa della piena del fiume, isolando alcune famiglie. Osservato speciale anche il Baganza. A scopo precauzionale sono state chiuse le scuole in 19 Comuni della zona. Nel Piacentino a preoccupare è stato, in particolare il fiume Nure, la cui piena ha raggiunto il livello 3, tanto da rendere necessaria la chiusura del ponte al km 254 della via Emilia. Alcune famiglie sono state evacuate a Farini e sono stati chiusi i ponti a Ferriere, Ponte dell’Olio e Bettola. Quello dell’Emilia Romagna, già colpito dalla devastante alluvione del maggio scorso, è uno dei territori più a rischio idrogeologico, con 3 milioni di persone che vivono in zone facilmente alluvionabili. Nelle prime ore di martedì 31 ottobre sono ancora previste condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali di forte intensità in progressivo spostamento dai rilievi occidentali a quelli orientali, con esaurimento in mattinata.

In Toscana, ci sono stati alcuni interventi dei vigili del fuoco per alberi caduti sulla sede stradale e piccoli smottamenti a Pistoia, Massa Carrara e Lucca. Ancora in aumento il Magra a causa delle precipitazione a monte in Lunigiana. Allerta gialla nella giornata di martedì 31 ottobre anche per rischio vento su Alto Mugello, Val Tiberina e costa centrale, rischio mareggiate su costa centrale e Arcipelago. A Firenze sono stati chiusi i parchi e le aree verdi.

In Liguria una grossa frana ha invaso la carreggiata della statale 586, poco prima dell’abitato di Rezzoaglio, interrompendo la circolazione. Come riferisce il governatore, Giovanni Toti, l’obiettivo è “riaprire a senso unico alternato entro domani sera la provinciale”. Sulla provinciale 72, sempre in Val D’Aveto, in località Alpepiana, non è invece percorribile il guado allestito per il passaggio al posto del ponte sul torrente Aveto sulla provinciale stessa, che è in manutenzione. Al momento alcune frazioni possono essere raggiunte solo a piedi. Nella giornata di lunedì le precipitazioni hanno interessato soprattutto il Centro-Levante della regione, in particolare il Levante. Sono stati puntualmente superati i 100 mm a Piana Battolla in Comune di Follo, Torriglia (108 mm nelle ultime 12 ore), 171 in 12 ore a Pontremoli appena al di là del confine ligure e a Cabanne, nel comune di Rezzoaglio.

Allagamenti e smottamenti anche in Piemonte, in particolare nell’Alessandrino, ad Arquata Scrivia e Serravalle Scrivia.

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piogge al sud/imago

Arriva il ciclone d’Islanda, si attendono forti piogge. In Liguria evacuata una famiglia

Il ciclone d’Islanda (o depressione) si è attivato. Fino al weekend due perturbazioni raggiungeranno l’Italia e la prima, la più forte, è già in atto in queste ore. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it spiega che quando si parla di ciclone d’Islanda o depressione d’Islanda ci si riferisce a “un vortice semi-permanente che staziona nei pressi dell’omonima isola e che è la fucina di gran parte delle perturbazioni atlantiche. In questo autunno il ciclone ha preso in mano le redini del tempo su molti Stati europei”.

Il fronte perturbato che sta interessando il Nord in queste ore diventerà più intenso dalla tarda mattinata e nel pomeriggio. Le precipitazioni si sposteranno gradualmente da ovest verso est, risultando forti, localmente temporalesche e sotto forma di nubifragio su Liguria, Alpi, Prealpi, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Il fronte instabile nel corso del pomeriggio/sera andrà a colpire anche le regioni tirreniche, quindi la Toscana, il Lazio e inoltre Sardegna e Umbria.

La perturbazione sarà sospinta da intensi venti di Libeccio su Mar Ligure, Tirreno e attorno alla Sardegna e Scirocco sul medio alto Adriatico. Per questo motivo sono attesi sia mareggiate sulle coste esposte sia l’aumento del moto ondoso che diventerà agitato sul golfo ligure.

E proprio in Liguria si sono registrati diversi danni. Nella notte a Camogli sono caduti 108 mm di pioggia in un’ora con cumulate nell’evento di circa 150 mm; a Cabanne 122 in un’ora con una cumulata totale nell’evento di 122 mm, e a Croce Orero 73 mm in un’ora. A Levante si registra un forte vento di burrasca forte con raffiche fino a 97 km/h a Fontana Fresca (sori), a 109 Km/h a Casoni di Suvero con temperature che si assestano intorno ai 20 gradi sulla costa. A Levanto questa mattina si sono registrati sono 23 gradi. Per far fronte ai danni causati dall’ondata di maltempo che stanotte ha colpito la provincia di Genova sono stati effettuati 30 interventi di soccorso dai vigili del fuoco. A Camogli sono state evacuate quattro persone da una casa allagata ed è stata interdetta via Romana per il crollo di un muro di contenimento. A Recco sono stati soccorsi alcuni automobilisti che erano rimasti bloccati nelle proprie autovetture per l’innalzamento del livello dell’acqua nel tratto autostradale immediatamente successivo al casello autostradale in direzione Livorno. Per il forte vento le squadre hanno operato a Chiavari e Lavagna per la messa in sicurezza di porzioni di tetto danneggiate, mentre nella stazione di Santa Margherita Ligure i vigili del fuoco sono intervenuti per la messa in sicurezza di una pensilina, fortemente danneggiata dal vento.

La perturbazione si muoverà verso oriente nella giornata di mercoledì e allora le precipitazioni continueranno a bagnare, ma in forma più irregolare, Toscana, Umbria e Lazio, raggiungeranno diffusamente la Campania e il resto del Sud mentre al Nord le ultime piogge interesseranno il Friuli Venezia Giulia e le Dolomiti. Ma non è finita qui. Nel corso di giovedì, in particolare dal pomeriggio, la seconda perturbazione raggiungerà Alpi e Prealpi per poi scendere fin verso la Pianura Padana. Il maltempo però colpirà ancora una volta la Toscana settentrionale con rovesci intensi. Anche questo fronte instabile sarà sospinto da forti venti di Libeccio che si intensificheranno nella giornata di venerdì quando al Centro-Nord il tempo tornerà decisamente a migliorare, mentre al Sud pioverà in Campania e sul cosentino.

In sintesi, da oggi fino al weekend l’Italia verrà raggiunta da due perturbazioni, di cui la prima sarà la più forte. Entrambi i fronti perturbati saranno sospinti da venti di Libeccio con raffiche fino a 70-80 km/h. Ci saranno mareggiate sulle coste esposte e il Mar Ligure sarà agitato, mossi o molto mossi gli altri bacini.

Maltempo, Figliuolo sblocca 289 milioni. Bonaccini: “Con scelte governo persi 3 mesi”

Una parte d’Italia tiene il fiato sospeso sperando che il ciclone ‘Poppea‘ non provochi danni gravi. Ma nelle stesse ore un pezzo del Paese aspetta di ricostruire la propria normalità dopo le alluvioni dello scorso mese di maggio. Dalla furia di vento e pioggia ne uscirono molto colpiti i territori della Romagna, ma anche parte di Toscana e Marche. In tre mesi non si è mai placata nemmeno la polemica su risorse, ristori e indennizzi, nonostante lo stanziamento di oltre 4 miliardi del governo a pochi giorni dagli eventi. Soldi che, ancora oggi, secondo quanto lamenta il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, cittadini e imprese hanno visto solo in piccola parte. “Il governo ha separato la gestione dell’emergenza da quella della ricostruzione, e ciò ha fatto perdere mesi inutilmente“, lancia il ‘j’accuse’ dalle colonne del ‘Fatto quotidiano’.

Per il governatore “dopo oltre tre mesi le risorse stanziate non sono ancora arrivate, segno che il governo ha scelto una procedura al momento poco efficace, come avevamo paventato dall’inizio“. Si tratterebbe di fondi per “opere già realizzate in somma urgenza e non ancora pagate o di cantieri che non partono perché non c’è copertura finanziaria“. Inoltre – è l’allarme di Bonaccini – “una parte consistente dei soldi previsti dal primo decreto rischia di non poter essere spesa per la Romagna, se non viene messa nella disponibilità di Figliuolo“, il generale di corpo d’armata nominato commissario straordinario per la ricostruzione dal governo Meloni. All’esecutivo, poi, il governatore ribadisce il messaggio: “Imprese e cittadini non stanno ricevendo gli indennizzi e non sanno neanche come rendicontare i danni“.

Il commissario, che oggi a Bologna incontrerà i componenti del Patto per il lavoro e per il clima assieme a Bonaccini, intanto ha firmato e inviato a Emilia-Romagna e Marche l’ordinanza con la quale vengono fornite le indicazioni per procedere al finanziamento degli interventi realizzati e da ultimare in regime di somma urgenza per far fronte all’emergenza provocata dagli eventi alluvionali del maggio scorso. La cifra ammonta a 289 milioni di euro e sarà efficace con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per consentire “sin da subito a tutti i soggetti attuatori interessati di procedere alle richieste di erogazione dei finanziamenti, che dovranno essere inoltrate alla struttura commissariale per i successivi ristori“, comunica una nota.

Nel frattempo, anche ‘Poppea’ lascia strascichi su intere zone del Paese e sulle produzioni. Ad esempio, in Salento Coldiretti Puglia conta tra il 30% e il 40% di danni provocati ai nuovi impianti di ulivi resistenti alla Xylella dalla grandinata dei giorni scorsi a Ugento, Torre Mozze, Acquarica, Presicce, Salve e altri comuni limitrofi. Zone dove, da gennaio ad oggi, “si sono già abbattuti 19 eventi estremi tra tornado, nubifragi, tempeste di fulmini e grandinate“. Risalendo lo Stivale, non va meglio alla Lombardia, perché “ammontano a oltre 235 milioni di euro i danni subiti dall’agricoltura a causa degli eventi atmosferici che hanno colpito il territorio tra luglio e agosto“, sottolinea la Regione. Nel dettaglio, le province maggiormente colpite sono quelle di Mantova (62,8 milioni), Cremona (57,4 milioni) e Brescia (56,2 milioni). Ma ingenti sono i danni anche nei territori di Milano (26,7 milioni), Bergamo (12,9 milioni) e Lodi (8,9 milioni) e in difficoltà sono finite pure aziende agricole in provincia di Monza e Brianza (3,7 milioni), Varese (3,3 milioni) e Como (2,4 milioni). Mentre disagi limitati sono segnalati da Sondrio (534mila euro), Pavia (111mila) e Lecco (35mila).

Il Governo dichiara lo stato di emergenza per i territori colpiti dal maltempo: oltre 34 milioni

Il ciclone ‘Poppea’ inizia a fare danni in Italia, sommandosi ai danni causati dalle alluvioni del maggio scorso. Per questo motivo, nel Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, dopo la relazione del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, il governo delibera lo stato di emergenza per 12 mesi per gli eventi meteorologici verificatisi tra maggio ed agosto 2023. Alla Regione Lombardia vanno 9,43 milioni di euro, al Veneto 8,3 milioni e al Friuli-Venezia Giulia 7,7 milioni. Stato di emergenza anche per i territori delle province di Teramo, Pescara e Chieti, in Abruzzo (4,1 milioni), di Cuneo, in Piemonte (650mila euro), e per le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì Cesena, in Emilia Romagna (4,5 milioni). “Abbiamo accolto le istanze avanzate dai presidenti delle Regioni così gravemente colpite – commenta Musumeci -. Le risorse, quantificate dopo i sopralluoghi dei tecnici del dipartimento di Protezione civile nazionale e di quelli regionali, servono – spiega il ministro, ringraziando anche la Protezione civile e il personale tecnico – a far fronte alle esigenze più immediate ed ai fabbisogni più urgenti: dal soccorso e l’assistenza alla popolazione al ripristino dei servizi pubblici“.

L’ondata di maltempo, arrivata in queste ore sul nostro Paese, sta contrastando il caldo di ‘Nerone’, provocando pioggia, vento e grandine in diverse zone del territorio. In alcuni casi provocando frane, smottamenti e interruzioni di strade e infrastrutture per il trasporto. E’ soprattutto il Nord a essere preso di mira dalla furia di vento e pioggia, ma anche al Sud la situazione è sotto monitoraggio continuo, anche se per il rischio incendi, come sta accadendo ancora una volta in Sicilia, anche se il presidente della Regione, Renato Schifani, rassicura sul fatto che i roghi nel Messinese siano sotto controllo, sebbene resti “alta” l’attenzione.

Le prime notizie sul maltempo mettono comunque in allarme anche Roma. “Come governo in queste ore siamo in continuo contatto con i governatori regionali e con gli amministratori locali delle Regioni del centro-nord, le più colpite finora da questa emergenza maltempo che sta portando ad allagamenti, frane e smottamenti, e a interruzioni delle strade o di tratti ferroviari, in particolare in Lombardia e in Piemonte“, spiega in una nota e attraverso i suoi canali sociale il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. Che “essendo un bergamasco di nascita e ormai un mezzo cuneese di adozione, dunque sia un lombardo che un piemontese acquisito“, spiega, esprime “tutta la mia solidarietà e vicinanza ai miei corregionali, ai tanti cittadini che hanno avuto abitazioni o capannoni scoperchiati o danneggiati dalla pioggia e dal vento e ovviamente a tutto il comparto degli agricoltori e degli allevatori“. L’esponente della Lega ribadisce che l’esecutivo è pronto “a fornire ogni tipo di aiuto necessario: intanto come sempre in questi casi un ringraziamento di cuore va a tutti i soccorritori e volontari impegnati in queste ore ad aiutare le popolazioni colpite“.

Le parole di Calderoli, però, non bastano. Dalle opposizioni è la voce critica di Angelo Bonelli ad alzarsi: “Assistiamo con profonda preoccupazione alla drammatica escalation degli incendi che stanno devastando il nostro territorio e parallelamente è preoccupante il silenzio di Giorgia Meloni di fronte a questa crisi climatica che sta mettendo in ginocchio il nord con gli eventi meteo estremi e il sud con gli incendi“, accusa il co-portavoce di Europa Verde e deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra. Che invita a “proteggere il nostro patrimonio ambientale e culturale da questa minaccia crescente” con “investimenti per fronteggiare la crisi climatica“. Perché “contemporaneamente in molte parti d’Italia si reclama lo stato di calamità a causa degli eventi estremi: trombe d’aria, allagamenti, danni a case e imprese ormai sono all’ordine del giorno“, dunque “è evidente – sottolinea il parlamentare ambientalista – che occorra un intervento immediato e deciso per rafforzare il nostro sistema di difesa dagli incendi e dagli eventi estremi“.

Preoccupazione che sembra condividere anche il Wwf. “Frane, smottamenti, alluvioni, è questa la rappresentazione di una situazione italiana che da straordinaria sta diventando ordinaria“, sottolinea l’associazione in una nota. “Gli eventi atmosferici estremi non sono più un’eccezione, ma quasi la normalità: si susseguono con una frequenza tale che non si fa in tempo a dichiarare uno stato di emergenza che subito arriva la richiesta per dichiararne uno nuovo. Un trend pericoloso e drammatico a cui dovremmo abituarci, trovandosi l’Italia proprio al centro del Mediterraneo, una delle regioni del Pianeta più minacciate dalla crisi climatica. Eppure – ammonisce il Wwf -, il nostro Paese continua a non mettere al primo posto dell’agenda politica i temi del contrasto alla crisi climatica e dell’adattamento ai cambiamenti già in corso“.

L’attenzione resta comunque alta, soprattutto in Centro Italia, che nei mesi scorsi è stata colpita duramente dalle alluvioni. Sorvegliati speciali sono Emilia-Romagna, Toscana e Marche, ma l’allerta è attiva in quasi tutta la penisola e da Roma il monitoraggio della situazione resta costante.