Arera, nominati i nuovi vertici dell’Authority: Nicola Dell’Acqua presidente

Nuovo board per Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Su proposta del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Cdm ha deliberato la nomina di Nicola dell’Acqua come presidente, mentre nel collegio siedono Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini.

Dell’Acqua, veronese, classe 1965, Dal 2004 al 2009 assume l’incarico di segretario generale dell’Autorità di Bacino Nazionale del fiume Adige e, successivamente, di Presidente dell’Azienda Gardesana Servizi. Nel 2008, è nominato dal Consiglio dei Ministri capo missione per l’emergenza rifiuti in Campania e nel 2010 direttore dell’Ufficio Previsione e mitigazione dei rischi naturali ed antropici della Protezione Civile nazionale. Successivamente, è incaricato in qualità di soggetto attuatore della gestione delle problematiche ambientali nell’isola di Lampedusa a seguito dell’emergenza legata all’immigrazione dal Nord Africa.

Dal 2016 è commissario straordinario e poi direttore generale di Arpa Veneto. A maggio 2018 a seguito di intesa fra il Governo e la Regione, diventa Commissario straordinario per l’emergenza Pfas. Nell’ottobre 2018 è nominato direttore dell’area Tutela e sviluppo del territorio della Regione Veneto, carica che ricopre fino a fine 2020. In questi anni, è individuato dal Presidente della Regione Veneto quale coordinatore dell’Unità di crisi per l’emergenza COVID-19 e assume l’incarico di Commissario delegato e soggetto attuatore nell’ambito di vari commissariamenti idrogeologici. Dal 2021 è direttore di Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. Ha promosso la nascita dell’Associazione nazionale delle Agenzie regionali in agricoltura (ANARSIA), della quale è Presidente.

Da luglio a dicembre 2022 è Soggetto attuatore per il coordinamento e la gestione delle attività commissariali finalizzate a contrastare la situazione di deficit idrico in Veneto. Il 4 maggio 2023 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è nominato Commissario Straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica.

Ora il nuovo incarico all’Arera, dove prende il posto di Stefano Besseghini, che ha terminato pochi mesi fa il suo settennato alla guida dell’Authority.

Dell’Acqua: “Acqua pubblica, ma costerà di più. Siccità Sicilia solo punta dell’iceberg”

La siccità è uno dei fenomeni che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Manca in diverse parti d’Italia, ma allo stesso tempo c’è la parte infrastrutturale da rivedere, o addirittura da fare. Il governo si è affidato per questo a un commissario straordinario, Nicola Dell’Acqua, nomen omen, cui è stato affidato il compito di adottare ‘interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica’. Ospite del #GeaTalk fa il punto sulla situazione in Italia, che non riguarda solo la Sicilia. Anzi, quella “è solo la punta dell’iceberg, l’Italia centromeridionale è tutta in fase di criticità abbastanza elevata”.

Anche martedì 10 dicembre ne ha discusso a Palazzo Chigi, dove il dossier resta sempre aperto. “La verità è che le infrastrutture idriche sono sotto stress, non le abbiamo manutenute e dunque abbiamo tanto lavoro da fare”, spiega. “In Sicilia c’è il quadro più drammatico, ma anche in provincia di Potenza, in Basilicata. La situazione è critica, grave, il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova le infrastrutture del Paese”. Promuove l’azione del Mit, che “ha raccolto tutte le opere necessarie in Italia da finanziare e ha messo in campo un piano da quasi 1 miliardo di euro, da attuarsi immediatamente”.

Altro capitolo ‘caro’ è quello dei dissalatori, di cui non possiamo fare più a meno nonostante siano “molto costosi” a causa dei prezzi dell’energia, “ma ora non possiamo più scherzare perché l’acqua potabile non c’è più”. Inoltre, “bisogna creare governane diverse”, visto che “abbiamo un ottimo sistema idrico integrato, ma criticità a monte: vanno manutenuti i canali e anche le dighe”, di cui non ci siamo occupati “per 50-60 anni”.

Tutte opere necessarie, investimenti che comunque hanno un prezzo. Ragion per cui “penso che l’acqua debba costare di più anche in Italia”, avvisa Dell’Acqua, ricordando che in altri Paesi le cifre sono più alte: “5-6 euro a metro cubo, mentre da noi è 2 euro”. Investendo su tubi e rimodernamento della rete, però, alla lunga avremo “meno costi di gestione”. Sintetizzando il concetto, per il commissario “l’acqua è pubblica, ma non vuol dire che deve essere gratis, perché ha un costo”.

Infine, Dell’Acqua risponde anche alle domande sulle perdite: “Abbiamo una media dagli acquedotti ancora troppo elevata” che “va a macchia di leopardo, dal 15% al 70%”. Il commissario, comunque, vuole vedere il lato positivo: “Dal 2016 è in funzione il sistema idrico integrato, che riguarda l’uso civile potabile, con un gestore unico, un controllore e una tariffa. Da quando è partito questo sistema, dove è partito, abbiamo un calo delle perdite del 16% e un aumento degli investimenti che vanno dal doppio al triplo”. È questo il modello a cui punta, in tempi ragionevolmente rapidi. Prima che ne passi davvero troppa di acqua sotto i ponti.