Cdp, semestre record: impegnati 20,1 mld (+27%), utile consolidato sale a 4,3 mld

Primo semestre da record per Cassa Depositi e Prestiti, che accelera l’attuazione del Piano Strategico 2025-2027 e archivia i primi sei mesi dell’anno con livelli senza precedenti di risorse mobilitate e investimenti attivati. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato il bilancio consolidato al 30 giugno 2026, presentato dall’amministratore delegato Dario Scannapieco, insieme a nuove operazioni per circa 1,3 miliardi di euro destinate a territori, imprese, infrastrutture, cooperazione internazionale e social housing.

Nei primi sei mesi del 2026 il gruppo ha impegnato risorse per 20,1 miliardi di euro, in crescita del 27% rispetto ai 15,8 miliardi dello stesso periodo del 2025. Gli investimenti sostenuti hanno raggiunto i 49,5 miliardi, con un incremento del 19% rispetto ai 41,6 miliardi dell’anno precedente e un effetto leva pari a 2,5 volte, superiore all’obiettivo di 2,1 fissato dal Piano Strategico. A diciotto mesi dal suo avvio, Cdp ha già raggiunto oltre il 60% del target triennale sulle risorse impegnate.

Sul fronte patrimoniale, lo stock di crediti di ‘Cdp Spa’ destinati a pubblica amministrazione, imprese, infrastrutture e cooperazione internazionale sale a circa 130 miliardi di euro, il 2% in più rispetto alla fine del 2025. Lo stock dei crediti stipulati, comprensivo delle quote ancora da erogare e delle garanzie concesse, cresce a 155 miliardi. Continua ad aumentare anche la raccolta complessiva, che si attesta a 363 miliardi di euro. Il risparmio postale raggiunge quota 301 miliardi, in crescita dell’1% rispetto a fine 2025, mentre la raccolta obbligazionaria si riduce del 2%, attestandosi a 24 miliardi.

Sul piano economico, l’utile netto della capogruppo si ferma a 1,8 miliardi di euro, in lieve calo rispetto agli 1,9 miliardi del primo semestre 2025. La flessione è attribuita principalmente all’incremento del carico fiscale derivante dalle modifiche normative e alla dinamica dei dividendi provenienti dalle società del gruppo. Cresce invece in modo significativo l’utile netto consolidato, che raggiunge 4,3 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tra le principali operazioni del semestre c’è l’aumento della partecipazione in Nexi, con l’obiettivo di rafforzarne la stabilità dell’azionariato e sostenere la strategia industriale di lungo periodo, e la sottoscrizione pro quota dell’aumento di capitale di Trevi Finanziaria Industriale.

Prosegue anche il rafforzamento del ruolo internazionale di Cdp, impegnata nell’attuazione del Piano Mattei e nel sostegno alle imprese italiane sui mercati esteri. Nel semestre la Cassa ha assunto la presidenza di Jefic, il network delle principali istituzioni finanziarie bilaterali europee per la cooperazione allo sviluppo, ospitando a Roma il meeting annuale del network.

Sul fronte della sostenibilità, Cassa Depositi e Prestiti ha ottenuto per la prima volta il massimo rating assegnato da Msci e ha ampliato le iniziative di coinvolgimento degli stakeholder, confermando inoltre il proprio impegno nella finanza sostenibile con nuove emissioni Green e Social.

I risultati confermano la capacità di Cdp di coniugare solidità patrimoniale, visione di lungo periodo e capacità di attrarre capitali“, commenta il presidente Giovanni Gorno Tempini, sottolineando il ruolo del risparmio postale come leva per finanziare investimenti produttivi a sostegno dell’economia reale. Per l’amministratore delegato Dario Scannapieco, i numeri del semestre dimostrano “l’efficacia del percorso intrapreso” e certificano l’entrata a regime delle principali innovazioni introdotte dal Piano Strategico, dal finanziamento diretto alle Pmi e Mid Cap al rafforzamento della presenza territoriale e internazionale. “A diciotto mesi dall’avvio del Piano – rivendica – Cdp conferma la forza della propria azione a favore dello sviluppo del Paese”.

Edison, rinnovabili spingono i risultati: ebitda +20,3% e utile +18,2%

Ottimi risultati per Edison nel primo semestre 2024. La semestrale si chiude con una “solida performance operativa complessiva“, spiega il gruppo.

Il Margine operativo lordo cresce del 20,3% a 967 milioni, da 804 milioni nello stesso periodo del 2023, spinto in particolare dalle rinnovabili, che nel periodo sono arrivate a rappresentare un terzo del mix produttivo del Gruppo, grazie soprattutto alla ripresa del comparto idroelettrico, dalle attività di ottimizzazione del portafoglio gas e dalle vendite ai segmenti Business e Retail (B2B e B2C) di Edison Energia, che nei primi 6 mesi dell’anno accresce la sua base clienti del 15% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Il primo semestre 2024 si chiude con un utile netto in crescita a 221 milioni di euro (+18,2%) da 187 milioni di euro del primo semestre 2023, anche tenendo conto d’un accantonamento materiale per le attività di rigenerazione territoriale. L’indebitamento finanziario al 30 giugno 2024 registra un saldo a credito di 226 milioni rispetto al saldo a credito di 160 milioni del 31 dicembre 2023, per effetto principalmente della significativa generazione di cassa dettata dai buoni risultati della gestione operativa.

Nel dettaglio, la domanda di energia elettrica in Italia nel primo semestre 2024 registra una lieve crescita (+1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2023, attestandosi a 151,6 TWh. Diminuisce la produzione termoelettrica (-16,8% a 66,1 TWh), che comunque resta la prima fonte di produzione del Paese, soddisfacendo il 52,6% dei consumi e assicurando una produzione continuativa in grado di coprire anche i picchi di domanda. Nel contesto, è estremamente positivo il contributo delle rinnovabili che arrivano a coprire il 37,5% del fabbisogno: l’idroelettrico – prima fonte rinnovabile per produzione – presenta una crescita del 61,9% a 26,8 TWh, complici le abbondanti precipitazioni registrate nel Nord Italia; seguono il fotovoltaico (+17,4% a 17,6 TWh) e l’eolico (+10,9% a 12,6 TWh). In aumento anche l’import dall’estero (+3,8% a 27,1 TWh). La produzione nazionale (+0,6% a 125,7 TWh) da sola ha soddisfatto l’82,3% della richiesta. Sul fronte dei prezzi, nel semestre il Prezzo Unico Nazionale (PUN) ha registrato una contrazione del 31,3%, attestandosi su un valore medio di 93,5 euro/MWh rispetto a 136,1 euro/MWh dello stesso periodo dello scorso anno, per effetto della riduzione dei costi di generazione termoelettrica e dell’incremento della produzione idroelettrica.

La domanda di gas nel Paese nel primo semestre 2024 è in flessione del 6,5% a 31 miliardi di metri cubi rispetto a 33,2 miliardi di metri cubi del primo semestre 2023. Nel periodo diminuiscono i consumi residenziali (-1,8% a 15,3 miliardi di metri cubi) e quelli termoelettrici (-11,6% a 8,7 miliardi di metri cubi); mentre di segno opposto gli usi industriali che mostrano una lieve crescita (+1,7% a 6 miliardi di metri cubi). Sul fronte dei prezzi, il gas spot in Italia nel primo semestre 2024 continua la sua discesa, registrando un valore medio di 33 centesimi di euro a metro cubo, pari a una contrazione del 34% rispetto a 50,1 centesimi di euro a metro cubo del primo semestre 2023. Influiscono la bassa produzione termoelettrica, le temperature miti, che hanno ridotto il fabbisogno di gas e limitato i prelievi dai siti di stoccaggio, una minor domanda a livello europeo e un sistema globale attualmente in equilibrio, nonostante le tensioni geopolitiche in atto. Nel periodo sono in crescita le quotazioni del petrolio, con un valore medio di 83,4 dollari il barile (+4% rispetto allo stesso periodo del 2023).

In questo contesto, il Gruppo Edison ha chiuso il primo semestre 2024 con ricavi di vendita a 7.268 milioni di euro da 9.936 milioni di euro del primo semestre 2023, per effetto principalmente della riduzione dei prezzi di vendita delle commodity, nonostante l’aumento dei volumi di energia elettrica e gas venduti. In particolare, la Filiera Attività Gas ha riportato ricavi in diminuzione a 4.642 milioni di euro (-31% da 6.739 milioni di euro) e quelli della Filiera Energia Elettrica sono calati a 3.254 milioni di euro (-26% da 4.374 milioni di euro).

Nei primi sei mesi dell’anno le rinnovabili – che nel complesso crescono del 60,2% a oltre 3 Twh – sono arrivate a rappresentare il 33,5% del mix produttivo del Gruppo, complici le maggiori piogge (nei passati due anni le precipitazioni si erano attestate al di sotto delle medie storiche trentennali), l’elevata ventosità del periodo, unitamente all’entrata in esercizio di nuovi impianti fotovoltaici e al minor ricorso alla produzione termoelettrica a minor efficienza.

Positivo il contributo alla crescita della marginalità delle Attività Gas che nel primo semestre dell’anno hanno beneficiato del buon esito delle azioni di ottimizzazione del portafoglio.