Stellantis, Piano Italia sarà rafforzato. Nessun taglio della capacità produttiva nel nostro Paese

Lo conferma il responsabile europeo del gruppo, Emanuele Cappellano. Il 15 giugno incontro con i sindacati, il 17 Filosa in Parlamento

Rafforzamento del Piano Italia, nessun taglio della capacità produttiva nel nostro Paese, una nuova auto a marchio Alfa Romeo a Melfi e un rinnovato dialogo con i sindacati “dopo un periodo”, in passato, “in cui forse non siamo stati tanto aperti” al confronto. Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer for Enlarged Europe di Stellantis, durante un evento con la stampa a Torino Mirafiori, delinea il futuro del gruppo in Italia dopo la presentazione del piano industriale avvenuta a Detroit lo scorso 21 maggio.

Intanto un punto fermo: a poco più di un anno e mezzo dal tavolo convocato al Mimit – era il 17 dicembre 2024 – il Piano Italia da 2 miliardi non solo prosegue, ma può contare su “un investimento robusto” che poterà al suo rafforzamento. Rispetto alla versione presentata al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, “avremo un un nuovo modello di Alfa Romeo che sarà prodotto nello stabilimento di Melfi e che non era previsto in Italia. L’auto, riguarda il segmento C-SUV” e “stiamo lavorando anche sul segmento D”. Ma non solo. Ad Atessa è prevista “una nuova generazione di van” e a Pomigliano sarà lanciata una piattaforma elettrica “molto competitiva, l’abbiamo chiamata e-car, sulla quale lanceremo almeno due modelli a partire dal 2028”. Qui, dice Cappellano, “manterremo anche l’attuale Pandina perché il mercato del motore a combustione ha bisogno di continuità”.

Le prospettive sembrano buone. “In un mercato europeo che sostanzialmente è stabile rispetto al 2025 – spiega il Coo – Stellantis sta crescendo e in Italia prevediamo di avere una produzione maggiore rispetto al 2025″. A Mirafiori “nei primi tre mesi dell’anno abbiamo prodotto 15.000 vetture, vedremo poi” nei prossimi mesi “se raggiungeremo l’obiettivo” di 100mila 500 ibride all’anno, spiega il responsabile europeo del gruppo. Tutto dipenderà dal mercato e da “come reagisce”. L’obiettivo di riportare la produzione di veicoli Stellantis in Italia a 1 milione di unità, a cui spesso hanno fatto riferimento le parti sociali, ma anche le istituzioni, invece, “non è mai stato ufficializzato” dal gruppo.

La missione di Mirafiori resta comunque “quella attuale. Qui c’è la linea produttiva della nostra 500 ibrida ed elettrica, ma si sta trasformando in hub con molte attività diverse tra loro: circular economy, il Battery tech hub che sta crescendo, stiamo riformando la palazzina centrale che riaprirà nel 2027”, spiega Cappellano.

Di tempi, volumi e investimenti Stellantis ne parlerà il prossimo 15 giugno a Roma con i sindacati, con i quali il dialogo “è essenziale”, ricorda il responsabile europeo del gruppo. “Non è un mistero – dice – che stiamo cercando di rafforzarlo ancora dopo un periodo”, in passato, “in cui forse non siamo stati tanto aperti al dialogo”. Due giorni dopo, il 17 giugno, il ceo Antonio Filosa sarà audito in Parlamento.

I rappresentanti dei lavoratori, però, sono prudenti. Per Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, è “positivo” e “offre rassicurazioni” che “i tagli ai volumi produttivi previsti per l’Europa non riguarderanno l’Italia”, ma “sono indispensabili certezze sui tempi di realizzazione” e “sulle assegnazioni ancora incerte, che per noi sono fondamentali per dare risposte alle situazioni di maggiore sofferenza occupazionale”. Più tranchant la Fiom-Cgil. Il segretario nazionale, Samuele Lodi, continua a ritenere “insufficiente” la strategia del gruppo e chiede “un reale confronto per ridiscutere un piano industriale calato dagli Usa e non rispondente al bisogni delle lavoratrici e lavoratori del nostro Paese”. Il sindacato rimarca la necessità di “un intervento della Presidenza del Consiglio” che “non può continuare a fare finta che tutta vada bene”.

Una “apertura di credito” arriva dal segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine del congresso nazionale della Uiltucs, che si svolge a Torino, anche se, dice “verificheremo il piano industriale” affinché “tuteli le lavoratrici e i lavoratori e che preveda investimenti negli stabilimenti italiani, prima che altrove, ciascuno con propri modelli: se davvero sarà così, confermeremo il nostro giudizio positivo”.