Iran, Usa fermano maxi attacco. Trump annuncia l’avvio dei negoziati ma Teheran smentisce

Hegseth spiega che gli Stati Uniti sono comunque "pronti all'azione" e "rimangono in stato di allerta, a livelli mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale".

Da un lato c’è Donald Trump , che ha annunciato per oggi la ripresa dei negoziati con l’Iran. E, dalla parte c’è Teheran che smentisce le parole del presidente degli Stati Uniti. La diplomazia, insomma, è nel pantano.

Il repubblicano ha affermato di essere stato sollecitato ad annullare l’attacco pianificato da alleati come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e l’Iran. Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha avuto una conversazione telefonica con Trump durante la quale ha invitato alla de-escalation del conflitto. Ma oltre ai Paesi del Golfo, dice Trump, anche l’Iran “ci ha chiesto di fermare gli attacchi. Hanno detto: ‘Vorremmo concludere un accordo adesso’. Sapete, non so cosa dicano perché molte volte mi dicono così e poi escono e affermano: ‘Non sappiamo di cosa stia parlando’. Ovviamente, non vogliono essere attaccati. E sapevano bene quale sarebbe stata la portata dell’attacco perché ne hanno visto i primi segnali”. Anche perché, spiega il tycoon a bordo dell’Air Force One, gli Stati Uniti stavano pianificando in Iran un attacco “che sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale”. “Sarebbe stato disastroso per loro. E non volevano che lo facessimo. E, francamente, nemmeno l’Arabia Saudita lo voleva”, spiega.

In un aggiornamento su X , il Segretario alla Guerra Pete Hegseth spiega che gli Stati Uniti sono comunque “pronti all’azione” e “rimangono in stato di allerta, a livelli mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Teheran, come di consueto, smentisce questa ricostruzione. L’Iran al momento non sta tenendo colloqui con gli Stati Uniti e sta invece negoziando con l’Oman per una rotta sicura temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz, spiega il portavoce del Ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo quanto riporta Iran International. “Finché gli Stati Uniti continueranno le loro violazioni, naturalmente non ci sarà alcun cambiamento significativo nella situazione nello Stretto di Hormuz”, dice Baghaei, aggiungendo che raggiungere un accordo con l’Oman sulla rotta non è sufficiente per la riapertura dello stretto

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato domenica con il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e con il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, in un secondo ciclo di colloqui diplomatici nell’arco di 24 ore, secondo quanto riportato dall’emittente statale Press TV.

I dati sul traffico marittimo mostrano oggi un rallentamento delle attività nello Stretto in seguito a segnalazioni di attacchi a imbarcazioni. Tuttavia, più a sud, due petroliere cariche di petrolio saudita hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb durante il fine settimana, nonostante le minacce degli Houthi contro le esportazioni di petrolio saudita nel Mar Rosso.