Enel alza il muro contro le telefonate-truffa: funzionano le misure anti spoofing

Dal 2025 grazie a 'Verifica chi ti ha chiamato' e controlli interni rafforzati il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha permesso l'invio di oltre 17.000 esposti e 85 diffide

Il numero che compare sul display sembra affidabile: un servizio clienti, un call center noto, talvolta il nome di una grande azienda. In realtà è una truffa: si chiama spoofing ed è una delle tecniche di raggiro telefonico oggi più diffuso. Chi chiama, quasi sempre dall’estero, falsifica l’identità del numero in uscita per ingannare il destinatario e sembrare legittimo. Il 99% delle chiamate sono riconducibili a chiamate effettuate da numeri artificiali o non rintracciabili, una manipolazione semplice da attuare ed estremamente efficace, perché agisce direttamente sul primo elemento di fiducia del cittadino: il riconoscimento del contatto.

I numeri raccontano la portata del fenomeno: nel primo trimestre del 2025 le chiamate di spoofing hanno rappresentato fino al 5,7% del traffico in entrata degli utenti, con picchi locali fino al 60%. Comportando un danno economico di 81,6 milioni di euro, +42% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel 2023 le truffe telefoniche hanno causato sottrazioni per circa 140 milioni di euro, con il settore delle utility tra i più colpiti. Basti pensare che nel 2024 le truffe informatiche in questo settore sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente (rapporto Clusit 2024). La sola Enel nel 2025 ha ricevuto circa 18.500 segnalazioni di tentativi di truffa, e il 99% di queste è risultato riconducibile a chiamate provenienti da numeri artificiali o non rintracciabili, tipica firma dello spoofing.

Nel comparto dell’energia, lo spoofing viene spesso utilizzato da soggetti che si spacciano per operatori di aziende reali, sfruttando informazioni personali e messaggi volutamente ambigui o allarmistici: presunti aumenti tariffari, irregolarità contrattuali, scadenze imminenti. La chiamata crea confusione, esercita urgenza e porta la persona contattata a condividere dati o a compiere scelte non pienamente consapevoli, come il cambio non richiesto di fornitore. La difficoltà di risalire ai responsabili – proprio perché i numeri sono falsificati – rende questa pratica particolarmente complessa da contrastare.

Di fronte a una crescita così evidente, negli ultimi anni è aumentata anche l’attenzione delle istituzioni e delle autorità di regolazione. Un passaggio chiave è stato l’avvio, da parte di AGCOM, di un tavolo tecnico che ha coinvolto operatori di diversi settori – energia, telecomunicazioni, servizi finanziari – per affrontare il fenomeno in modo strutturale. Da questo lavoro è nata la Delibera 106/25/CONS, che introduce misure progressive di contrasto al cosiddetto CLI spoofing: prima il blocco delle chiamate da numeri fissi falsificati, attivo da agosto 2025, poi l’estensione ai numeri mobili da novembre dello stesso anno. I primi rilievi hanno mostrato un impatto significativo con circa 43mln di chiamate bloccate nel primo periodo e ulteriori 49 milioni nel secondo.

In questo quadro regolatorio rientra il più recente provvedimento contenuto dl Bollette che introduce misure per una stretta decisa al telemarketing aggressivo e allo spoofing, con un faro puntato sulle attività delle aziende. Sono cinque gli interventi della norma:

  • Divieto generale di chiamate commerciali “a freddo: le aziende non possono più contattare telefonicamente i cittadini per proporre contratti luce e gas, salvo richiesta esplicita dell’utente o consenso specifico di clienti già acquisiti;
  • Contrasto diretto allo spoofing: le chiamate ammesse devono provenire da numeri telefonici identificabili e riconducibili con certezza all’operatore. È vietato l’uso di numerazioni mascherate o falsificate (CLI spoofing);
  • Onere della prova in capo alle aziende: spetta al professionista dimostrare la liceità del contatto e l’esistenza del consenso. In mancanza, il contratto è illegittimo;
  • Contratti nulli se conclusi illegalmente: i contratti stipulati tramite chiamate vietate o con numeri spoofati sono nulli, senza costi o penali per il consumatore;
  • Poteri rafforzati alle Autorità: AGCOM e Garante Privacy possono disporre la sospensione immediata delle linee telefoniche usate per pratiche fraudolente e bloccare le attività dei soggetti recidivi.

Enel è in prima linea nella lotta alle chiamate moleste con un insieme coordinato di iniziative istituzionali, operative e di comunicazione, che hanno l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei cittadini colpiti dal fenomeno. L’azienda partecipa attivamente ai tavoli AGCOM sullo spoofing e collabora con altri grandi operatori del settore per promuovere azioni congiunte contro le frodi.
E’ forte l’impegno nella prevenzione operativa come dimostra lo strumento sviluppato dal Gruppo ‘Verifica chi ti ha chiamato. Si tratta di una sezione presente sul sito web dell’azienda che consente ai cittadini di controllare in pochi passi se un numero è effettivamente riconducibile a Enel Energia e di segnalare numerazioni sospette. Dal 2025 a oggi, grazie a questo presidio, sono stati inviati oltre 17.000 esposti e 85 diffide, alimentando un processo strutturato di analisi e intervento.

Accanto a questi strumenti, Enel ha rafforzato i sistemi di controllo interno, basati su sonde e alert in grado di individuare accessi anomali, comportamenti incoerenti o possibili utilizzi impropri dei dati, riducendo il rischio di fughe di informazioni e abusi.

Fondamentale è anche il lavoro sul fronte della consapevolezza. Attraverso campagne di comunicazione su stampa, social, sito web, negozi e bolletta, Enel aiuta i clienti a riconoscere i segnali tipici di una truffa. Un ruolo centrale è svolto dagli Enel Energy Bar, incontri aperti al pubblico organizzati negli store, spesso in collaborazione con le Forze dell’Ordine, Polizia di stato e l’Arma dei Carabinieri con la quale è stato siglato un recente accordo sul tema, che trasformano i negozi in spazi di dialogo e informazione. Dal settembre 2025 ad oggi sono stati realizzati 12 incontri, con la partecipazione di circa 350 persone su tutto il territorio.

In un contesto in cui le truffe evolvono rapidamente, l’esperienza di Enel dimostra come solo un approccio integrato, che unisce norme, tecnologia, collaborazione istituzionale e informazione, possa offrire una risposta efficace e duratura. La tutela dei consumatori passa anche da qui: dalla capacità di riconoscere le minacce e di costruire, insieme, un ecosistema più sicuro.