Enel e Conio lanciano ebitts: energia rinnovabile a casa senza pannelli o impianti

L’energia green comodamente a casa, senza la necessità di installare un impianto. Di questi tempi sarebbe un sogno. La sorpresa è che diventa realtà, perché Enel e Conio lanciano ebitts, la soluzione che porta su blockchain l’energia da fotovoltaico ed eolico, rendendo le rinnovabili concretamente accessibili a tutti e offrendo maggiore stabilità. La scelta di andare sul mercato è parsa naturale dopo gli ottimi risultati avuti dal progetto pilota.

Ebitts è tra i primi Utility Token Energetico al mondo e consente ai clienti di autoprodurre energia 100% pulita senza dover installare pannelli o impianti fisici nella propria abitazione. La piattaforma ebitts consente ai clienti di acquistare capacità produttiva di due impianti Enel presenti sul territorio italiano, nello specifico il parco fotovoltaico di Piani della Marina (VT) e l’eolico di Barile Venosa (PZ) sotto forma di token. Chi acquista i token può ottenere i benefici della produzione di energia rinnovabile, mediante un risparmio diretto in bolletta. L’eventuale energia prodotta in eccesso viene valorizzata e accreditata al cliente.

Questo meccanismo si rivela particolarmente interessante considerando il progressivo innalzamento delle temperature, e il relativo incremento dei consumi dovuti alla climatizzazione domestica. Il vantaggio di ebitts è duplice: in termini di costi attenua l’impatto dei consumi durante tutto l’anno, in particolare nei picchi estivi, e sul fronte ambientale offre una risposta concreta al surriscaldamento globale attraverso l’uso di energia rinnovabile. Si tratta di un’alternativa pensata soprattutto per chi risiede nei centri urbani e vuole farsi partecipe della transizione energetica, pur non disponendo di spazi idonei per un impianto privato.

Una condizione ampiamente diffusa, se si considera che – secondo gli ultimi dati Eurostat – il 48% dei cittadini dell’Unione europea vive in appartamento, quota che raggiunge il 73% nelle città, dove non è possibile o è molto complesso installare un impianto di energia solare. In un panorama globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati delle fonti fossili (come gas e petrolio), l’autonomia energetica diventa una scelta strategica per la gestione delle spese di casa.

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ideato e lanciato il progetto, mentre Conio si occupa della tokenizzazione degli asset, e della messa a disposizione del wallet per la custodia dei token e gestisce la vendita delle Token Box, quest’ultimo nel pieno rispetto della normativa MiCAR. “ebitts nasce dalla convinzione che la tecnologia blockchain possa generare un impatto reale e tangibile nella vita delle persone – ha dichiarato Christian Miccoli, Presidente e Founder di Conio. Il rinnovo della partnership con Enel è per noi un segnale importante perché conferma che il modello funziona, che c’è domanda concreta di soluzioni come questa, e che la tokenizzazione dell’energia è una frontiera su cui vale la pena continuare a investire. Siamo orgogliosi di portare avanti con Enel un progetto che mette la blockchain al servizio della transizione energetica, rendendo l’energia rinnovabile veramente accessibile a tutti”.

In questo ecosistema, la tecnologia blockchain garantisce la tracciabilità dei token e la corrispondenza tra ogni porzione digitale e l’energia prodotta dagli impianti fisici, assicurando in tempo reale trasparenza e verificabilità. L’obiettivo è proseguire nello sviluppo di un modello capace di coniugare produzione rinnovabile, innovazione digitale e semplicità di accesso, mettendo le persone sempre più al centro della transizione energetica.

Enel, attività estere spingono la crescita. Ma il decreto Bollette è ‘macigno’ da 1,2 miliardi

La crescita del Gruppo Enel prosegue anche nel primo semestre 2026, trainata soprattutto dai risultati in Spagna e America Latina, e nonostante il peso degli 1,2 miliardi di oneri dovuti all’ultimo decreto Bollette.

L’utile netto ordinario fa registrare un incremento di 2,8 punti percentuali, raggiungendo quota 3,9 miliardi, circa 106 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un plus “attribuibile al positivo andamento della gestione operativa a livello di Ebitda – spiega l’azienda -, che ha assorbito integralmente gli effetti negativi legati all’incremento degli oneri finanziari netti, agli ammortamenti dovuti alla costante crescita degli investimenti e al maggior utile di pertinenza delle minoranze azionarie”. Positivo anche l’utile netto ordinario del Gruppo per azione, ch si attesta a 0,40 euro, dunque +5,3% rispetto agli 0,38 euro del 2025.

La buona performance dell’azienda guidata da Flavio Cattaneo si riscontra anche nei ricavi, che al 30 giugno sono di 40,9 miliardi, lo 0,3% in più dei 103 milioni dell’anno precedente. Il margine operativo lordo ordinario ordinario, poi, è di oltre 11,8 miliardi (+3,2% su base annua), “da attribuire principalmente alle attività di Enel Grids”, spiega ancora la società. Dai dati emergono “maggiori ricavi dalle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Spagna e America Latina, solo parzialmente compensati dalla diminuzione dei ricavi in Italia a seguito dei minori prezzi medi applicati alla clientela residenziale e piccole medie imprese con offerte a prezzo bloccato, nonché la riduzione dei volumi relativi al mercato wholesale e a prezzo indicizzato”.

Nelle varie voci con segno positivo c’è anche quella degli investimenti, che nel primo semestre dell’anno ammontano a oltre 5,1 miliardi, ovvero il 13,6 percento in più del 2025. Anche l’energia netta prodotta dal Gruppo cresce a 96,27 Twh (+3,2%) e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, poi, “è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica.

Dal Consiglio di amministrazione di oggi è, poi, arrivato il via libera a un programma di buyback per 2,6 milioni di azioni, ovvero lo 0,0256% del complessivo in cui è suddiviso il capitale sociale di Enel. Partirà il prossimo 3 agosto e si concluderà il 21 agosto, con un potenziale di circa 26 milioni di euro.

Infine, per quanto concerne la situazione patrimoniale, al 30 giugno Enel ha un capitale investito netto di 110,6 miliardi, coperto da un patrimonio netto, inclusivo delle interessenze di terzi, di 49,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto, invece, è di 61 miliardi circa.

Endesa fa +41% di utili nonostante i prezzi bassi dell’energia elettrica in Spagna

Nonostante il prezzo medio del mercato elettrico all’ingrosso in Spagna sia sceso dell’8% su base annua, con un valore di appena 73 euro al Megawattora nel primo semestre, Endesa (gruppo Enel) ha riportato un utile netto in aumento del 41% e ha alzato le stime per il 2026.

L’Ebitda ha raggiunto circa 3,2 miliardi di euro (+20% rispetto al primo semestre del 2025) con un utile netto ordinario cresciuto a circa 1,5 miliardi di euro (+41% anno su anno).

La controllata spagnola del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha rivisto al rialzo il target di utile netto ordinario per il 2026, sulla scia degli ottimi risultati del primo semestre del 2026.

Aumentano i Capex dei primi 6 mesi del 14% a circa 1.100 milioni di euro, di cui più del 50% nelle reti (in crescita del 38% anno su anno).

Endesa mantiene una solida struttura finanziaria, con un rapporto Debito Netto/EBITDA pari a circa 1,6x, tra i più solidi del settore.

Enel, è il giorno del dividendo: +4% per gli azionisti, fiducia di mercato e risparmiatori

Lunedì 20 luglio è stata staccata la cedola Enel che verrà messa in pagamento dal 22 luglio, un appuntamento che arriva con un segnale positivo per gli azionisti: il dividendo complessivo riconosciuto dal Gruppo cresce rispetto allo scorso anno, confermando la capacità della società di creare valore e rafforzare la remunerazione degli investitori.

Agli azionisti sarà corrisposto il saldo del dividendo pari a 0,26 euro per azione, che si aggiunge all’acconto di 0,23 euro già distribuito a gennaio. L’ammontare del dividendo complessivo relativo all’esercizio precedente raggiunge così 0,49 euro per azione, in aumento rispetto ai 0,47 euro per azione distribuiti nel 2025. L’incremento è di 2 centesimi per azione, pari a oltre il 4% in più, un risultato che conferma la solidità dell’azienda e la capacità di garantire una crescita della remunerazione agli investitori.

Facendo un’analisi retrospettiva a partire dal 2023, data dell’insediamento dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, il dividendo ha registrato un incremento costante passando dai 0,40 euro per azione riferiti all’esercizio 2022 agli attuali 0,49 euro per azione, ovvero in rialzo di oltre il 20%, a testimonianza della strategia di crescita sostenibile e di creazione di valore perseguita dal Gruppo.

La crescita della cedola rappresenta un ulteriore elemento di forza per Enel, che continua a essere uno dei titoli più seguiti a Piazza Affari. L’azienda si presenta a questo appuntamento con il mercato in una fase positiva, con il titolo che negozia intorno quota 10 euro per azione. Si tratta anche in questo caso di un significativo apprezzamento rispetto ai circa 6 euro per azione a cui il titolo quotava nel maggio 2023, inizio del mandato di Flavio Cattaneo come ad.

Un risultato confermato anche dalla capitalizzazione di Enel che, secondo l’analisi di CoMar, la colloca come la partecipata del ministero dell’Economia e delle Finanze con il maggior valore in Borsa.

Un primato che evidenzia il peso strategico del Gruppo nel panorama economico italiano e il ruolo centrale della utility italiana nel settore energetico internazionale. Inoltre, a sostenere le prospettive future c’è il Piano industriale 2026, che punta a rafforzare gli investimenti nelle reti, nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture energetiche, con l’obiettivo di aumentare efficienza, competitività e redditività.

Enel ha infatti indicato, nel piano strategico presentato lo scorso febbraio, la prospettiva di un ulteriore incremento della remunerazione degli azionisti, con un dividendo per azione stimato in crescita a un tasso medio annuo del 6% circa nel triennio 2026-2028.

L’aumento della cedola si inserisce quindi in un percorso più ampio, basato su una gestione finanziaria equilibrata e su una strategia industriale orientata alla crescita di lungo periodo. Per gli azionisti, lo stacco della cedola rappresenta un segnale di continuità e fiducia nelle prospettive della società.

Con il dividendo in crescita, il titolo intorno ai 10 euro per azione e una posizione di leadership tra le partecipate del Mef, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo conferma il proprio ruolo da protagonista a Piazza Affari e, più in generale, nel comparto energetico a livello globale.

Enel porta a Genova ‘Sport Illumina’: luci accese sulla nuova vita dei quartieri italiani

I quartieri cambiano anche così: con un pallone che torna a rimbalzare, una tavola da skateboard che scorre sull’asfalto e uno spazio che, dopo anni, torna ad essere vissuto. Non serve costruire un nuovo impianto sportivo da zero, a volte basta restituire alla cittadinanza un luogo che già esiste. È da questa idea che nasce il progetto Sport Illumina, promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ideato da Sport e Salute e sostenuto da Enel per restituire alle comunità luoghi aperti, sicuri e accessibili attraverso lo sport.

Lo scorso 15 luglio a Genova è stato inaugurato il nuovo Spazio Illumina ai Giardini Lamboglia, nel quartiere di Marassi. Un’area completamente riqualificata che ospita uno skate park, un campo polivalente per basket e pallavolo e una zona dedicata al calisthenics, pensata per essere vissuta ogni giorno da giovani, famiglie e associazioni del territorio.

Dopo una selezione tra circa cento candidature presentate dai Comuni italiani, sono 85 gli spazi scelti per essere trasformati in nuovi punti di riferimento per la vita di quartiere. In questo percorso Enel partecipa come Activation Partner in cinque Comuni italiani, contribuendo a dare vita agli spazi non solo attraverso la loro realizzazione, ma anche con iniziative dedicate alle comunità sportive locali. L’obiettivo è fare in modo che questi luoghi diventino realmente vissuti, favorendo la partecipazione e creando occasioni di incontro tra le persone.

Se lo sport è stato uno dei protagonisti dell’inaugurazione, anche la musica ha avuto un ruolo di primo piano, contribuendo a rendere ancora più vivo uno spazio dedicato ai giovani.

Oltre alle esibizioni di numerosi artisti emergenti, al concerto dei Les Votives e al DJ set finale, è stato presentato Illumina Genova City Beats, il progetto realizzato in collaborazione con Warner Music Italy. L’artista Le Nora ha attraversato Genova raccogliendo, con la tecnica del field recording, i suoni più autentici della città: le voci delle persone, il rumore del mare, i vicoli e i dettagli della vita quotidiana. Il materiale registrato è stato poi rielaborato in una composizione musicale originale, trasformando il paesaggio sonoro di Genova in un racconto fatto di ritmo, atmosfera e identità.

Un’iniziativa che riflette lo spirito dell’intero progetto, pensato per valorizzare gli spazi pubblici non solo come luoghi dedicati allo sport, ma anche come ambienti aperti alla cultura e alla creatività. Per il gruppo guidato da Flavio Cattaneo sostenere Illumina significa rafforzare il legame con i territori attraverso iniziative capaci di generare valore sociale. Perché un campo da basket o uno skate park non sono soltanto impianti sportivi: possono diventare il punto da cui riparte la vita di un quartiere.

Enel cresce ancora, ricavi oltre i 40 miliardi. Acquistato il 62,5% di Cetasa in Spagna

Continua il cammino in terreno positivo per Enel. Un risultato tutt’altro che scontato, nel contesto geopolitico ed economico attuale, frutto di una strategia che sta dando i propri frutti, soprattutto per gli investimenti all’estero, che compensano ampiamente la riduzione dei margini in Italia sia per la scelta di applicare prezzi medi inferiori ai clienti finali, sia per rinnovabili e minori disponibilità idriche.

Tirando le somme, al giro di boa del semestre i ricavi superano i 40,8 miliardi, facendo registrare un incremento di 5,4 punti percentuali rispetto a un anno fa. Mentre il risultato netto ordinario cresce di 160 milioni (+4,4%). Altra voce di sicuro impatto è il costante calo dell’indebitamento finanziario netto, che arriva 55,4 miliardi, riducendosi così di un ulteriore 0,6% rispetto alla fine del mese di dicembre del 2024. Un dato che, combinato in rapporto all’Ebitda (in calo dell’11,6% a 11.092 milioni nel semestre), fa scendere il rapporto alla soglia del 2,5 restituendo “flessibilità al bilancio”, come spiega agli investitori l’ad, Flavio Cattaneo. Che assicura: “Siamo pronti a cogliere opportunità di creazione di valore a lungo termine”. Del resto, da gennaio a giugno gli investimenti sono già oltre i 4,5 miliardi. Lo stesso Cattaneo conferma che “siamo nella fase finale di negoziazione per alcune operazioni brownfield”, chiarendo però che “la strategia resta invariata: nessun accordo di grande entità, solo tecnologie a basso rischio in paesi dell’Ue e degli Usa”.

Il ceo di Enel commenta i dati del semestre mettendo in luce che “confermano ancora una volta l’efficacia della nostra strategia di capital allocation e delle iniziative di advocacy in Europa e nelle Americhe, che ci hanno consentito di migliorare il profilo rischio-rendimento del Gruppo riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici e aumentando la visibilità sull’evoluzione del business”. Sulla base dei risultati ottenuti, l’amministratore delegato prevede “che l’utile netto ordinario di Gruppo si attesterà a fine anno nella parte più alta della guidance”. Che viene confermata, ovviamente, con stime per la fine dell’anno che vanno dai 22,9 ai 23,1 miliardi per i ricavi e tra 6,7 e 6,9 miliardi per l’utile netto ordinario.

Oltre ai conti Enel ha anche due novità di grande rilievo. La prima riguarda Egpe, la società del Gruppo controllata tramite Endesa, che ha perfezionato l’acquisizione da Caja Rural de Soria e Caja Rural de Navarra, rispettivamente, del 37,5% e del 25% del capitale sociale di Cetasa, società che detiene un portafoglio di 99 MW di impianti eolici operativi nella provincia spagnola di Soria, per circa 240 GWh all’anno di produzione, e ulteriori 30 MW di progetti eolici in fase di sviluppo. Il target stimato, a regime, è quello di incrementare il margine operativo lordo di Egpe per circa 10 milioni di euro all’anno. L’altra operazione, infine, è l’avvio, autorizzato dal Consiglio di amministrazione, di un programma di buyback da 1 miliardo, che prenderà il via il 1 agosto e si concluderà il 31 dicembre prossimo, per “riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi”. Enel, dunque, non si ferma e lancia nuove sfide.

Enel, conti 2023 solidi: utile 6,5 mld (+20,7%). Cattaneo: “Centrati tutti i target”

Enel chiude il 2023 raggiungendo tutti i target che si era posto il nuovo management. I risultati, diffusi dopo la chiusura delle Borse, sono importanti: l’Ebitda, il margine operativo lordo ordinario, fa registrare quasi 22 miliardi di euro, dunque un incremento dell’11,6% rispetto all’anno precedente. Soprattutto per i numeri della gestione operativa dei business integrati, come Generazione Termoelettrica e Trading, Enel Green Power e Mercati Finali, che realizzano 2,6 miliardi. Anche l’utile netto del Gruppo supera i 6,5 miliardi, facendo salire la percentuale addirittura del 20,7%.

Da record, poi, i dati sulla generazione dei flussi di cassa, con Ffo, acronimo di Funds From Operations, di circa 14,8 miliardi di euro, dunque incrementato di 5,7 miliardi rispetto al 2022 (+63%): “Risulta essere 3 miliardi di euro superiore al valore massimo raggiunto storicamente dal Gruppo“. Dunque, l’azione messa in campo sta dando i frutti sperati, come sottolinea il ceo di Enel, Flavio Cattaneo: “Abbiamo raggiunto tutti i target relativi al 2023 che avevamo già rivisto al rialzo lo scorso novembre“. Aggiungendo che “questi solidi risultati sono una chiara testimonianza dell’efficacia delle azioni messe in campo da parte del nuovo management nel corso del 2023, in linea con le nostre priorità strategiche di ottimizzazione del profilo rischio/rendimento, efficienza ed efficacia nonché sostenibilità, sia finanziaria che ambientale”.

Cattaneo, poi, ribadisce “l’impegno verso il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi fissati in occasione della presentazione del Piano Strategico 2024-2026. In particolare, in linea con quanto annunciato lo scorso novembre, ci aspettiamo ragionevolmente che la remunerazione degli azionisti per il 2024 possa crescere ulteriormente“. Anche i numeri dell’indebitamento netto sono molto positivi: 60,1 miliardi, con un calo dello 0,8% rispetto ai 60,6 miliardi del 2022. Un valore che “tiene conto anche delle operazioni di cessione di asset finalizzate successivamente al 31 dicembre 2023 nonché di quelle già annunciate e non ancora finalizzate, i cui effetti finanziari si produrranno solo a valle del completamento dei consueti processi autorizzativi da parte delle Autorità competenti”.

Cresce anche il dividendo complessivo proposto per gli azionisti nel 2023, che è pari a 0,43 euro per azione (di cui 0,215 euro per azione già corrisposti quale acconto a gennaio 2024): lo 7,5% in più a confronto con gli 0,40 euro per azione dell’anno precedente. I ricavi, invece, sono 95,5 miliardi (-32%) e l’Ebit (il risultato operativo) 10,8 miliardi (-3,2%).

La crescita, comunque, rimane robusta rispettando i target di sostenibilità. L’energia netta prodotta è 207,3 TWh1 (-9%), ma le rinnovabili sono in aumento a 14,5 TWh rispetto al 2022. Nel dettaglio: +9,2 TWh da fonte idroelettrica, +2,1 TWh da eolica, +3,3 TWh da solare e -0,1 TWh da geotermica. Si riducono anche le produzioni da impianti a ciclo combinato (-17,8 TWh), carbone (-9 Twh), Oil&Gas (-6,6 Twh) e da nucleare (-1,6 TWh). L’energia elettrica trasportata sulle reti di distribuzione Enel nel 2023 è 489,2 Twh (214,1 TWh in Italia e 275,1 TWh all’estero). Infine, la potenza efficiente installata netta totale del Gruppo a fine 2023 è 81,4 GW, in diminuzione di 3,2 GW rispetto al 2022.

Maltempo, Enel riduce a 10mila le utenze senza elettricità in Emilia-Romagna

Enel si è attivata sin dalle prime ore dell’emergenza meteo che ha colpito l’Emilia Romagna. Il neo amministratore delegato Flavio Cattaneo ha immediatamente avviato i lavori di una task-force dedicata all’emergenza che sta operando in costante contatto con le istituzioni locali, le Prefetture e la Protezione Civile Regionale e Nazionale per il ripristino del servizio elettrico dei clienti interessati dall’interruzione.

Sei gli elicotteri per ispezionare le linee interessate dagli eventi e consentire il trasporto del personale e dei generatori, oltre 700 i tecnici in campo, 170 i gruppi elettrogeni e 9 power station per fornire alimentazione di emergenza. Uno sforzo che ha già consentito di rialimentare oltre 40mila utenze dall’inizio emergenza.

Il Gruppo Enel ha inoltre avviato una raccolta di fondi tra i dipendenti a favore delle popolazioni colpite dell’emergenza a cui l’azienda parteciperà con un ulteriore contributo dell’azienda e del top management, incluso l’amministratore delegato.

Allagamenti, esondazioni dei corsi d’acqua e frane hanno infatti danneggiato tratti di rete elettrica sul territorio regionale, causando interruzioni del servizio che in un primo momento hanno coinvolto oltre 50mila utenze. E-Distribuzione è in campo con oltre 700 tecnici tra personale dell’azienda e quello di imprese terze.

La task-force messa in campo dall’azienda sta intervenendo, nonostante il perdurare di condizioni impervie e di difficile viabilità rallentino tuttora le operazioni di ripristino, riattivando la fornitura per la gran parte delle utenze inizialmente coinvolte: nella serata del 19 maggio sono ridotte a 10mila le utenze disalimentate e gli interventi proseguiranno anche nel corso della notte.

Il Centro di Controllo di Bologna monitorando la situazione 24 ore su 24, eseguendo azioni da remoto e manovre in telecomando sulla rete elettrica e coordinando il dispiegamento delle squadre sul territorio, per continuar a rialimentare i clienti rimasti senza energia elettrica.

 

photo credit: Afp

Descalzi resta a Eni, Cattaneo-Scaroni alla guida di Enel e Cingolani ad Leonardo

Non è stato facile, ma alla fine le forze di maggioranza una quadra sulle nomine dei nuovi board delle società partecipate la trovano.

Si parte dall’unica certezza che ha accompagnato queste settimane di discussione: Claudio Descalzi resta amministratore delegato di Eni. Per proseguire il lavoro di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, non solo per liberare l’Italia della dipendenza russa, ma soprattutto per costruire quel progetto che la premier, Giorgia Meloni, ha chiamato ‘Piano Mattei‘, che nelle intenzione di Palazzo Chigi dovrebbe trasformare l’Italia nell’hub di riferimento per l’Europa, facendo leva sulla posizione geografica (e geopolitica) del nostro Paese rispetto all’area del Mediterraneo.

Alla presidenza del Cane a sei zampe, invece, arriva Giuseppe Zafarana, in uscita dalla Guardia di finanza, dove ha svolto il ruolo di comandante generale. Il Mef, titolare del 4,34% del capitale e per il tramite della Cassa depositi e prestiti (partecipata all’82,77% dal Mef) di un ulteriore 25,76%, comunica, poi, che il nuovo collegio sindacale di Eni sarà composto dagli effettivi Giulio Palazzo, Andrea Parolini e Marcella Caradonna e dai supplenti Giulia de Martino e Riccardo Bonuccelli. L’assemblea degli azionisti di Eni è convocata per il 10 maggio prossimo.

La vera sorpresa di questa partita è Enel. Flavio Cattaneo è infatti il nuovo ad, mentre Paolo Scaroni torna, ma nel ruolo di presidente. In vista dell’assemblea degli azionisti (10 maggio prossimo), il ministero dell’Economia, titolare del 23,59% del capitale, indica per il Consiglio di amministrazione i consiglieri Alessandro Zehenter, Johanna Arbib Perugia, Fiammetta Salmoni e Olga Cuccurullo.

Confermate, invece, le indiscrezioni sul board di Leonardo, che avrà come ad l’ex ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e come presidente Stefano Pontecorvo. Nella lista del Mef (titolare del 30,2% del capitale), per l’assemblea degli azionisti del 9 maggio, ci sono anche Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Francesco Macrì, Trifone Altieri, Cristina Manara e Marcello Sala come consiglieri.

Nessuna ‘sorpresa’ nemmeno al timone di Poste Italiane, perché Matteo Del Fante resta amministratore delegato, ma con Silvia Rovere come presidente. Il dicastero di via XX Settembre, titolare del 29,26% del capitale e per il tramite di Cdp di un ulteriore 35%, nomina anche consiglieri Wanda Ternau, Matteo Petrella, Paolo Marchioni e Valentina Gemignani.

Le nomine dei nuovi vertici di Eni, Enel, Leonardo e Poste sono frutto di un attento percorso di valutazione delle competenze e non delle appartenenze. È un ottimo risultato del lavoro di squadra del governo“, commenta Meloni. Che ringrazia “chi ha servito l’Italia con passione in queste aziende“, mentre augura “ai prossimi amministratori buon lavoro. Il loro compito è quello di ottenere risultati economici solidi e duraturi nell’interesse della nazione che rappresentano in tutto il mondo“.

Resta ora da sciogliere il nodo di Terna. L’attuale ad, Stefano Donnarumma, per mesi dato in procinto di assumere la guida di Enel, al momento non si muove. Anche se i rumors indicano che al suo posto, nella società che gestisce la rete di trasmissione nazionale dell’energia, potrebbe arrivare Giuseppina Di Foggia, oggi ceo e vice presidente di Nokia Italia. Sarebbe la prima donna a capo di una società partecipata, un primato che Giorgia Meloni pare proprio voglia realizzare nella sua esperienza da presidente del Consiglio.