Genova ricorda crollo Ponte Morandi. Meloni: “Cura infrastrutture sia priorità”. Città chiederà risarcimento

L’annuncio della sindaca Salis in occasione della cerimonia per l’ottavo anniversario del crollo del viadotto, che costò la vita a 43 persone

Il 14 agosto segna per Genova, e per l’Italia, un appuntamento con la memoria. A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, che nel 2018 causò la morte di 43 persone, la città si è riunita alla Radura della Memoria per commemorare le vittime e rinnovare l’impegno verso la sicurezza e la giustizia. Una ricorrenza che quest’anno ha avuto una valenza particolare: è stato infatti il primo anniversario dopo la sentenza di primo grado dello scorso 16 luglio, con cui il Tribunale di Genova ha condannato la maggior parte degli imputati, a partire dall’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci.

A suggellare l’importanza della data, l’annuncio della sindaca di Genova Silvia Salis: il Comune chiederà un risarcimento (stimato tra i 100 e i 150 milioni di euro) per i danni patrimoniali e di immagine che ha subìto con il crollo del ponte Morandi. “E qualsiasi risorsa riusciremo ad ottenere verrà interamente dedicata a un programma di cura, manutenzione, decoro e messa in sicurezza della città. Lo dobbiamo alle persone che hanno perso la vita e lo dobbiamo alla nostra città”, ha detto la prima cittadina. Dal canto suo, Egle Possetti, portavoce del Comitato parenti delle vittime, ha espresso fiducia nell’iter giudiziario, pur mantenendo un atteggiamento di attesa in vista dell’appello. La sentenza di primo grado, che ha condannato figure apicali nei filoni d’imputazione, rappresenta per i familiari un passo per riconoscere che il crollo non fu una fatalità, ma la conseguenza di omissioni.

La cerimonia, preceduta da una funzione religiosa officiata dall’arcivescovo Marco Tasca, ha visto la partecipazione di esponenti del governo e delle istituzioni regionali, tra cui il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Entrambi hanno ribadito come la lezione di Genova debba guidare l’operato nella progettazione e gestione delle infrastrutture, rifiutando l’idea che la sicurezza possa essere sacrificata in nome del profitto. “La sicurezza non può essere una voce di bilancio”, ha affermato Rixi, sottolineando la necessità che essa preceda ogni logica operativa. Il governatore si è poi concentrato sul vissuto della città: gli sfollati, le aziende e le persone coinvolte. Per Bucci, il 14 agosto “deve rimanere un monito per chi costruisce infrastrutture, pubbliche o private, affinché la responsabilità e la qualità siano poste al centro, garantendo la sicurezza di chi le utilizzerà in futuro”.

La premier Giorgia Meloni, tramite un messaggio su X, ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime, sottolineando come “il ricordo della tragedia debba tradursi in un impegno delle istituzioni affinché la cura delle infrastrutture, la responsabilità e la sicurezza diventino una priorità”. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di una “ferita che richiama la responsabilità dello Stato nel garantire la sicurezza dei cittadini”. Sul fronte della prevenzione, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che onorare le vittime significa “rinnovare l’impegno per una cultura della manutenzione e della prevenzione, affinché tragedie come quella di Genova non si ripetano”.

E mentre Genova si interroga sul futuro, la Radura della Memoria resta il simbolo di una città che ha saputo rialzarsi. Gli alberi che la popolano non sono solo un omaggio alle 43 persone rimaste uccise dal crollo, ma un monito per le generazioni future, come ha ricordato Salis: “la memoria non è ricordo, ma un impegno morale che esige verità, responsabilità e una cultura delle infrastrutture in cui il dovere della manutenzione sia sacro”. Come ribadito, la tragedia di otto anni fa deve rimanere un faro, affinché eventi simili non si ripetano.