Non è sufficiente guardare la data del pagamento per capire quale maggiorazione applicare sui versamenti fiscali del 2026.
Lo scorso 30 luglio, infatti, non rappresenta una scadenza uguale per tutti: la percentuale aggiuntiva dipende dal calendario fiscale di riferimento e dall’eventuale accesso alla proroga riservata ai contribuenti interessati dagli ISA.
Una differenza rilevante, perché, a fronte dello stesso giorno di pagamento, alcuni contribuenti dovranno applicare lo 0,40%, mentre altri lo 0,80%.
“Chi non rientra nella proroga ISA segue il calendario ordinario e può versare entro 30 giorni dalla scadenza naturale applicando una maggiorazione dello 0,40%. Per i contribuenti ammessi, invece – spiega Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – il pagamento senza maggiorazioni è possibile fino al 20 luglio 2026, mentre i versamenti effettuati entro il 20 agosto richiedono l’applicazione dello 0,80%”.
Il beneficio riguarda anche forfetari, contribuenti in regime di vantaggio e soci di soggetti interessati dalla proroga, se in possesso dei requisiti previsti.
“Per le Srl, conta anche la data di approvazione del bilancio. Se il bilancio viene approvato entro il 31 maggio 2026, si applicano le scadenze ordinarie o, se spettante, la proroga ISA – conclude Baldino – mentre con approvazione a giugno il termine slitta al 31 luglio, senza accesso alla proroga e con possibilità di versamento successivo con lo 0,40%”.
È quindi necessario valutare la situazione del singolo contribuente per individuare correttamente scadenze e maggiorazioni applicabili.