Da giugno a oggi abbiamo vissuto un’estate rovente che ha battuto record in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Una situazione diventata emergenziale, ma che allo stesso tempo rischia di essere solo un antipasto di cosa ci aspetta. Lo stabiliscono i dati di Copernicus e ne dà risalto la Stampa.
Nell’agosto appena terminato la temperatura media globale dell’aria superficiale è stata di 16,96 gradi centigradi, cioè 0,85 gradi sopra la media 1991-2020. È stato, appunto, l’agosto più caldo di sempre e il mese più caldo mai registrato nella serie (a pari merito con luglio 2023). La temperatura è stata superiore di 1,65 gradi rispetto al periodo preindustriale 1850-1900, quando ancora non si registrava l’effetto serra provocato dalla combustione massiccia di fonti fossili. Era dal novembre 2025 che un singolo mese non superava il grado e mezzo, il livello considerato limite dagli scienziati, cioè la soglia di lungo periodo oltre la quale le conseguenze del surriscaldamento globale sono ancora più imprevedibili.
Anche il trimestre giugno-agosto 2026 è stato il più caldo mai registrato a livello globale. In Europa, invece, l’estate è stata la terza più calda della serie, dopo il 2024 e il 2022. Il primato riguarda l’Europa occidentale, che ha vissuto l’estate più calda mai osservata, superando il record del 2003. “Questo agosto è stato un mese significativo nella storia climatica globale”, spiega Samantha Burgess, responsabile per il clima del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. “Gli effetti si fanno sentire sempre più nelle comunità, nelle economie e negli ecosistemi di tutto il mondo”, aggiunge.