I lavori sulle facciate condominiali avviati nel 2021 con il bonus facciate, ma rimasti incompiuti, possono ancora sollevare dubbi sulla regolarità dell’agevolazione fiscale. Per chi ha utilizzato lo sconto in fattura o ceduto il credito, è fondamentale verificare le opere effettivamente realizzate e la documentazione disponibile.
“Il bonus facciate prevedeva una detrazione del 90% per le spese sostenute nel 2020-2021 e del 60% nel 2022. Sconto in fattura e cessione del credito – spiega Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – erano possibili anche senza SAL e con lavori non ultimati, ma l’agevolazione resta subordinata all’effettiva realizzazione degli interventi”.
“Le restrizioni alla circolazione dei crediti edilizi hanno lasciato alcuni cantieri incompiuti, rendendo necessario distinguere tra lavori mai eseguiti e interventi iniziati ma poi sospesi. La differenza può incidere sulla qualificazione del credito come inesistente o non spettante. Per questo – prosegue Baldino – un cantiere ancora aperto non comporta automaticamente la perdita dell’agevolazione”.
È stata indicato il 31 dicembre 2026 come termine prudenziale per completare i lavori, in vista della scadenza del 31 dicembre 2027 prevista per il recupero dei crediti non spettanti utilizzati nel 2022. Non è però un termine imposto dalla legge.
Per i cantieri ancora aperti occorre inoltre verificare i titoli edilizi, le eventuali proroghe e gli obblighi di fine lavori, assicurandosi che la documentazione rispecchi la situazione effettiva dell’immobile.